Nello Di Nardo, il Capogruppo dell'Italia dei Valori in Commissione Ambiente e in Commissione Agricoltura al Senato, sembra preoccupato sulla situazione odierna riguardo al batterio killer: "Sul batterio killer le autorità sanitarie brancolano ancora nel buio: prima si cercava su cetrioli, pomodori e lattuga, poi sulla carne di cervo, sui germogli di soia e infine sui germogli di fagioli. Solo il Ministro Fazio, degnandosi di intervenire in Aula su nostra sollecitazione, si è lanciato in risposte da ricercatore espertissimo, con garanzie che nemmeno le autorità sanitarie internazionali sono in grado di dare. Al ministro davvero i miei complimenti per il suo intervento tardivo e fumoso". Pur non essendoci ancora casi dichiarati in Italia sono già scoppiati i primi sintomi della fobia riguardo al virus che ha colpito principalmente in nord est della Germania.
Nel nostro paese i Nas hanno effettuato già controlli su verdure a rischio importante. Inizialmente si era ipotizzato che la causa del contagio fossero dei cetrioli importati dalla Spagna ma alcune analisi svolte ad Amburgo hanno scagionato gli ortaggi spagnoli e la vera origine dell’epidemia è ancora un mistero."E' grave - aggiunge - che il Governo debba essere trascinato in Aula da un nostro invito formale, per di più su di una circostanza così delicata e preoccupante, che mette a repentaglio salute e produzione ortofrutticola. D'altronde la relazione del Ministro Fazio ha mancato di trasparenza e chiarezza, i cittadini hanno il diritto di sapere quali eventuali misure sono state adottate e in che modo possono tutelarsi: invece i ritardi e gli errori nell'informazione hanno creato un effetto a catena, portando gli italiani ad orientare i propri consumi secondo gli allarmi che arrivavano dall'estero. Il risultato è stato devastante per il comparto ortofrutticolo, che ha registrato quasi 100 milioni di danni.
È ora che il Governo - conclude - dia notizie certe e precise ai cittadini". Intanto ecco una comoda guida per evitare il contagio da batterio killer, l’ Escherichia Coli, da alimenti potenzialmente infetti. Assolatte (L'associazione delle imprese di latte) ha stilato una guida con otto semplici regole per evitare infezioni da alimenti freschi.“Serve solo un po’ di attenzione per evitare il contagio di Escherichia Coli” ha dichiarato un portavoce dell’Associazione Italiana Lattiero Casearia alla luce dell’allerta europea contro l’epidemia di E. Coli.“La trasmissione dell’infezione da Escherichia Coli avviene perlopiù tramite il consumo di acqua e di alimenti, crudi o poco cotti, contaminati con feci o per contatto diretto con animali o il loro ambiente” ha aggiunto l’Assolatte.
Queste le otto semplici regole da osservare per evitare tossinfezioni alimentari:
1. Lavare con acqua corrente e bicarbonato la verdura fresca (insalata, pomodori, cetrioli, ecc).
2. Sbucciare la verdura prima di consumarla, soprattutto se si tratta di cetrioli.
3. Ridurre o eliminare il consumo di cibi crudi e preferire quelli cotti come gli ortaggi lessati o il latte pastorizzato (quello venduto al supermercato). Il trattamento termico rende infatti il latte sicuro distruggendo l’Escherichia Coli.
4. Lavarsi spesso le mani, soprattutto prima dei pasti e dopo aver toccato cibi freschi.
5. Pulire accuratamente il piano di lavoro prima di cucinare gli alimenti, soprattutto se in casa ci sono animali.
6. Evitare la contaminazione tra i cibi. Vanno tenuti separati e lavorati con utensili diversi.
7. Gli alimenti deperibili vanno lasciati a temperatura ambiente il più breve tempo possibile.
8. Tenere igienizzato il frigorifero sbrinandolo regolarmente e controllando la temperatura.
Oltre i consigli Assolatte va aggiunto anche un pizzico di buon senso nel consumo di alimenti fuori casa per evitare il contagio di Escherichia Coli. |