Milano - Sarà proprio il manoscritto dell’Apocalisse siriaca di Baruc, il cui unico esemplare è custodito presso la Biblioteca Ambrosiana, uno dei temi al centro del convegno Apocalittica e fine dei tempi. Incontri a margine del VI Enoch Seminar, che si terrà a Milano martedì 28 giugno. La giornata di studio - promossa dal Dipartimento di Scienze Religiose dell’Università Cattolica, il Fondo Alessandro Nangeroni, la Diocesi di Milano e la Biblioteca Ambrosiana - sarà divisa in due sessioni.
La prima, intitolata La fine dei tempi: tra speranza e paura, si svolgerà dalle 9.30 alle 13, con le relazioni affidate a James Charlesworth, del Princeton Theological Seminary e specialista degli apocrifi dell'Antico Testamento e delle origini cristiane, a Lawrence Schiffman, della Yeshiva University di New York, esperto dei rotoli di Qumran e direttore della Encyclopedia of the Dead Sea Scrolls, e a due professori dell’Ateneo di largo Gemelli, Marco Rizzi e Giuseppe Visonà, rispettivamente docenti di Letteratura cristiana antica e Filologia ed esegesi neotestamentaria. Coordinerà la mattinata Gabriele Boccaccini, dell’Università del Michigan e direttore dell’Enoch Seminar.
La seconda sessione, pomeridiana, sarà dedicata interamente al manoscritto dell’Apocalisse di Baruc. All’incontro pomeridiano, presieduto da Mathias Henze, Rice University, interverranno Gianantonio Borgonovo, direttore della Biblioteca Ambrosiana, e Liv Ingerborg Lied, della MF Norwegian School of Theology di Oslo. Chiuderà la sessione una tavola rotonda cui prenderanno parte George W.E. Nickelsburg, University of Iowa, John J. Collins, Yale University, e Daniel Boyarin, University of California Berkeley. |