Come sappiamo l'intero apparato tecnologico che sta dietro ad un "search engine" è un'enorme animale energivoro che genera spaventose quantità di di CO2. E' anche un enorme generatore di business e di soldi. E se parte di questi soldi fosse destinato a preservare l'ambiente e in particolar modo aiutasse a salvare il più grande polmone planetario di ossigeno come è l'Amazzonia? Si chiama Ecosia ed è il primo motore di ricerca on-line ecosostenibile, come alternativa ai tradizionali motori di ricerca ed in diretta concorrenza con il più grande di tutti, Google. Come sappiamo l'intero apparato tecnologico che sta dietro ad un "search engine" è un'enorme animale energivoro che genera spaventose quantità di di CO2.
E' anche un enorme generatore di business e di soldi. E se parte di questi soldi fosse destinato a preservare l'ambiente e in particolar modo aiutasse a salvare il più grande polmone planetario di ossigeno come è l'Amazzonia? Ecco, questo è proprio l'obiettivo di Ecosia. Il progetto realizzato assieme al WWF, è sostenuto anche da Yahoo e Bing e partirà ufficialmente (ma è già utilizzabile fin da ora!) nello stesso giorno in cui a Copenaghen i grandi della Terra cominceranno a discutere i problemi climatici del nostro pianeta. Ecosia non inventa nulla di nuovo. Utilizzerà il medesimo modello consolidato di business (la raccolta pubblicitaria e i link sponsorizzati), ma destinerà la stragrande maggioranza dei soldi (circa l'80%) alla salvaguardia dell'Amazzonia o per altre attività pro ambiente. Prima di continuare nella lettura, sappiate subito una cosa: ogni ricerca in rete realizzata su Ecosia può salvare fino a 2 mq di foresta pluviale.
Secondo i dati e i numeri elaborati dal team di Ecosia, basterebbe che solo l'1% dei navigatori internet utilizzasse Ecosia per consentire di salvare, ogni anno, un territorio forestale grande quanto la Svizzera. I server di Ecosia saranno alimentati interamente ad energia verde: «Rendendo le ricerche in rete ecologiche, gli utenti potranno prevenire il cambiamento climatico salvando le foreste in pericolo di estinzione» afferma Kroll, uno dei soci fondatori di Ecosia. Purtroppo, c'e' un ma. Allo stato attuale, Ecosia utilizza il supporto tecnologico di Bing e Yahoo, che assieme non riescono a garantire la qualità della ricerca, tanto quanto Google. Un gap non da sottovalutare. Ci auguriamo per il futuro che anche Google si unisca al progetto, trasformando Ecosia nella vera alternativa ecosostenibile per la rete.
L'indirizzo è:http:// www.ecosia.org
di Emanuela Lorusso |