CAGLIARI 26/11/2011. Imprese edili sarde al collasso con lo stop al credito da parte delle banche e la burocrazia che blocca ogni possibilità di sviluppo. E dato che il pubblico non è in grado di correre in aiuto delle aziende, sono proprio gli imprenditori che devono rimboccarsi le maniche, fare alleanze e ripartire. È questo ciò che è emerso nel Consiglio generale di Aniem (Associazione nazionale imprese edili manifatturiere che raggruppa 8000 imprese con 120mila addetti e 17miliardi di fatturato aggregato), aderente a Confapi, che si è riunito a Cagliari nella sede di Confapi Sardegna. È stata confermata, dunque, l'esigenza di maggiore unità. "Serve una aggregazione imprenditoriale e associativa finalizzata a favorire i processi di unione imprenditoriale – dice il presidente Dino Piacentini - una condizione questa oggi necessaria per garantire competitività al sistema delle piccole e medie imprese, soprattutto in una fase di forte recessione economica". L'Aniem ha, ad esempio, un circuito che consente alle imprese "di fare massa critica e partecipare insieme a gare e lavori anche all'estero. Da soli, oggi non si va da nessuna parte - è stato detto durante il Consiglio nazionale - e dunque bisogna marciare sempre uniti". Del resto la crisi del credito colpisce le aziende edili ben due volte: le imprese non prestano soldi agli imprenditori ma neppure alle famiglie che hanno bisogno di un mutuo e dunque non riescono a comprare casa. "È arrivato il momento - conclude l'Aniem - di rimboccarsi le maniche e pensare che solo uniti possiamo vincere una crisi terribile che sta mettendo in ginocchio tutte le aziende". |