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EMERGENZA IDROGEOLOGICA IN ITALIA. I CONSORZI DI BONIFICA HANNO PROGETTI CHE CHIEDONO RISPOSTE

 

In questo Paese è triste essere facili, ma inascoltati “profeti di sventura”. Solo venti giorni fa, in Calabria, unitamente alle Organizzazioni Professionali Agricole, avevamo chiesto maggiore raccordo con la Regione Calabria per prevenire il ripetersi di eventi critici, come quelli registrati nelle scorse ore. E’ una sfida sui fatti, che chiediamo venga raccolta subito, perché i consorzi di bonifica calabresi hanno pronti 215 progetti, perlopiù immediatamente cantierabili, per la riduzione del rischio idrogeologico e le avversità climatiche dimostrano, sempre più, di non aspettare tempo!” E’ quanto riafferma Massimo Gargano, Presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni, di fronte alle nuove emergenze idrogeologiche, che si stanno registrando in alcune regioni italiane, soprattutto del Centro Sud. “E’ drammatico, ancorchè umanamente avvilente – continua Gargano - vedere il ripetersi di catastrofiche evenienze a Giampilieri e Scaletta Zanclea dove, non più tardi di tre settimane fa, avevamo denunciato l’insufficienza degli interventi finora realizzati, ad un anno e mezzo di distanza dalla sciagura, che costò decine di vite umane.

In Sicilia, ai consorzi di bonifica, sono state tolte le competenze in materia di tutela idrogeologica, così come nelle Marche, altra regione colpita ora da gravi emergenze. Non è il tempo delle rivendicazioni, ma l’incedere degli eventi – conclude il Presidente A.N.B.I. - dimostra la necessità di rafforzare la salvaguardia del territorio, dove i consorzi di bonifica sono rimasti l’unico presidio permanente e la cui professionalità, unanimemente riconosciuta, è spesso determinante per prevenire o contenere situazioni di emergenza, a testimonianza di come la “sussidiarietà applicata” sia elemento fondamentale nella tutela degli interessi della popolazione. Ne sono recente testimonianza, fra l’altro, le apprezzate e molteplici azioni dei Consorzi di bonifica nelle alluvioni del Veneto e della Toscana dell’autunno 2010.

Il Piano per la Riduzione del Rischio Idrogeologico, da noi appena aggiornato, prevede in tutta Italia, 2.519 progetti cantierabili per un importo complessivo di circa 5.723 milioni di euro, recuperabile anche attraverso una proiezione quindicennale dell’impegno di spesa da realizzarsi mediante mutui; è una soluzione già adottata nel recente passato e che permetterebbe l’immediato avvio di centinaia di cantieri, con evidenti ricadute occupazionali ma che, soprattutto, impedirebbe l’aggravarsi della critica situazione del territorio dove, in un solo anno, le esigenze sono cresciute di oltre il 30% (+ 1.540,185 milioni di euro). D’altronde, i danni che si registrano in queste ore andranno a sommarsi ai circa tre milioni di euro, già conteggiati nell’ultimo anno… e le vite umane inoltre non hanno prezzo. Ancora una volta, attendiamo risposte.”


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