La domanda di carbone fossile è aumentata del dieci per cento come principale effetto del disastro nucleare di Fukushima. E tale trend è destinato ad aumentare ancora, entro il 2025, sino al cinquanta per cento. È quanto è emerso durante il convegno "Torna in auge il carbone, è la crescita del futuro?", nell'ambito dei lavori per la quinta giornata dell'energia pulita, tenutasi nell'ambito della 75esima Fiera del Levante. «Un apparente fuoripista - è la definizione di Anna Allegretta, presidente della Fondazione ambiente puglia - nel momento in cui, dopo l'esplosione della centrale di Fukushima, ci si sarebbe aspettati una maggiore richiesta di energia da fonte rinnovabile». «Il successo delle rinnovabili - ha invece sostenuto Domenico Laforgia, rettore dell'Università del Salento - è evidente nella nostra regione, con un notevole abbassamento dei costi dovuto alle economie di scala. Ma la produzione non è sufficiente - ha continuato - perché è per sua natura intermittente. E il carbone, così com'è, non piace perché produce troppa co2, nonostante esistano tecnologie per abbassare le emissioni inquinanti». All'incontro ha anche partecipato Giorgio Assennato, direttore dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpa), il quale ha detto che «è sempre da preferire una fonte energetica con impatto ambientale minore, poiché il sistema delle agenzie deve tutelare l'ambiente a prescindere da ragionamenti economici che vedono il carbone come la fonte più economica rispetto a gas e petrolio». Sono anche intervenuti Riccardo Rossi, ricercatore dell'Enea, Caterina Calia, dell'Università di Munich, e Salvatore Rainò, medico chirurgo, allergologo e omeopata del Centro di ricerca bioenergetica. A concludere il convegno Rinaldo Sorgenti, vicepresidente dell'Assocarboni, che ha osservato che «sul carbone esistono molti pregiudizi. Esiste un carbone sostenibile ed efficiente quanto le centrali a turbogas, se il confronto viene fatto con centrali di ultima tecnologia. Si superano i difetti delle rinnovabili: una fonte economica, non intermittente, facile negli approvigionamenti. Ed è anche sicuro - ha concluso - laddove in Germania, a fronte di un consumo otto volte superiore all'Italia, non esistono problemi legati alla salute dei cittadini». |