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ENERGIA, ECCO IL PONTE ELETTRICO SULLO STRETTO

 

Messina - "Un'infrastruttura elettrica di eccellenza, una linea elettrica unica al mondo e una delle più importanti per la trasmissione dell'elettricità in Italia", un'opera ricca di primati ambientali e tecnologici che fanno dell'elettrodotto a 380 kiloVolt 'Sorgente-Rizziconi' tra Sicilia e Calabria un vero e proprio 'Ponte dell'energia' sullo Stretto necessario nell'ottica - tra le altre cose - di abbassare i costi dell'elettricità per tutti i consumatori italiani e non solo quelli sui due lati dello Stretto, di circa 800 milioni di euro l'anno, grazie "all'annullamento del differenziale di prezzo dell'energia in Sicilia, attualmente superiore del 40% rispetto al resto d'Italia. L'opera presentata oggi a Messina, che ha una capacità fino a 2.000 MegaWatt (i consumi di una città come Torino) per un investimento di oltre 700 milioni di euro (cofinanziati dall'unione europea per 110 milioni, il resto coperto dalla società senza ricorrere a finanziamenti pubblici).

E' anche il collegamento sottomarino più lungo al mondo in corrente alternata, con un tratto di 38 chilometri (su una lunghezza totale di 105 km) sotto le acque del Tirreno a oltre 370 metri di profondità. Ma il collegamento consentirà anche l'esportazione di produzione di energia prodotta da fonti rinnovabili - in grande sviluppo in Sicilia, eolico in testa - per circa 700 MW. Altri vantaggi, la riduzione dei rischi di blackout in Sicilia, il miglioramento della sicurezza del sistema elettrico dell'area, la risoluzione delle congestioni di mercato e della relativa efficienza. Il risparmio sui prezzi elettrici portato dal Sorgente-Rizziconi deriva dalla possibilità di utilizzare gli impianti di produzione più efficienti del sud Italia, delle più efficienti centrali della Calabria mettendo fuori mercato quelle meno efficienti (ed inquinanti come quelle ad olio combustibile) della Sicilia, aumentando la concorrenza e abbassando il prezzo dell'energia.

Il differenziale tra il prezzo dell'elettricità nell'isola e nella Penisola è di circa il 40%: a dati 2010 il prezzo del MegaWattora siciliano è a circa 90 euro, a fronte di un Prezzo unico nazionale (Pun) di poco superiore a 64 euro/MWh. Differenziale che ricade sull'intero sistema elettrico nazionale. Il 'Ponte elettrico sullo Stretto', costituito da 6 distinti cavi sottomarini, avrà un ruolo importante nello sviluppo dellle rinnovabili, consentendo la connessione alla rete siciliana di un maggior numero di centrali eoliche, in forte espansione in Sicilia e in tutto il Meridione, con la possibilità di esportare dall'isola verso il continente produzione rinnovabile (eolico e fotovoltaico) per oltre 700 MW, rendendo inoltre più efficiente la gestione dei flussi nel sud.

Ma l'infrastruttura, in prospettiva, avrà un ruolo importante anche in un'ottica europea, verso la realizzazione di un'Italia 'hub elettrico' nel Mediterraneo insieme agli altri 'ponti elettrici' che Terna ha in programma (Montenegro, Francia, Tunisia). Un ruolo congeniale al nostro Paese anche guardando allo sviluppo delle rinnovabili sulla sponda sud del Mediterraneo da connettere con il centro e nord Europa. In quest'ottica Terna ha aderito ai progetti internazionali Desertec (solare termodinamico ed eolico in Nord Africa per la produzione verde del 15% del fabbisogno elettrico europeo al 2050) e Medgrid (una rete elettrica mediterranea). La realizzazione della parte sottomarina del collegamento ha previsto la tutela degli ecosistemi marini come le praterie di Posidonia essenziali allo sviluppo degli habitat, 'salvate' facendo compiere ai cavi un percorso non lineare ma sinuoso.

Un positivo bilancio ambientale che deriva dalla realizzazione del 'Sorgente-Rizziconi' tra Sicilia e Calabria deriva anche dalla "vasta ed incisiva" opera di bonifica della rete elettrica, con la dismissione di oltre 170 km di linee aree obsolete (87 nel lato siciliano e 85 in quello calabrese), pari complessivamente a 540 vecchi tralicci. Dai tralicci rimossi si recupereranno 2.500 tonnellate tra acciaio, alluminio, vetro e calcestruzzo (il peso di 10 Statue della Libertà). La rimozione permetterà anche di liberare dal vincolo di servitù dell'elettrodotto 264 ettari di terreno, pari ad oltre 350 campi da calcio. Benefici anche sul fronte delle emissioni di anidride carbonica: dal combinato disposto del maggior uso delle rinnovabili e dell'efficientamento della rete deriverà una riduzione delle emissioni di CO2 per 670mila tonnellate l'anno.

La parte aerea del collegamento, caratterrizzata da linee con una campata unica record da 1,3 km a Scilla, vede "un uso massiccio" di pali 'monostelo', innovativi sostegni ad alta tecnologia idonei all'utilizzo in zone impervie, con ridotto impatto visivo (sono 'pali') e con un ingombro al suolo inferiore di 25 volte rispetto ai tralicci tradizionali a tronco di piramide (il terreno risparmiato sui due lati dello Stretto è sui 10 chilometri quadrati, un 40 campi da tennis circa). Dalla stazione di Villafranca a quella di Sorgente un collegamento da 20 km sarà realizzato con 45 pali 'monostelo'. I 6 cavi sottomarini a 380 KV, lunghi ognuno 38 km, triplicheranno il collegamento Sicilia-Calabria esistente (che risale al 1985 e che sostituì i due enormi piloni della linea area ultimata nel 1955, oggi visibilissimi esempi di archeologia industriale e in quanto tali valorizzati sul lato Messina) compongono un'unica infrastruttura d'eccellenza. Per realizzarla lavorano ogni giorno 200 persone impegnate per 3 anni, con 70 imprese coinvolte.

La linea parte dalla stazione di Rizziconi, in Calabria, per arrivare a quella di Scilla, dove è stat a realizzata una nuova sezione a 380 kV il tecnologia compatta ('blindata', cioè con i conduttori chiusi in contenitori riempiti di gas inerte che consentono agli elementi di stare uno accanto all'altro e non a 6 metri di distanza l'uno dall'altro per evitare l'elettricità statica) e capace di sopportare valori di tensione fino a 550 kV causate dalle variazioni temporanee che si generano in un collegamento sottomarino così lungo. Da Scilla parte un doppio collegamento in cavo in un tunnel lungo 3 km e largo 3,20 metri, con una parte verticale di 350 metri scavata nella montagna di Favazzina (che è Zona a protezione speciale per l'avifauna e come tale è tutelata), che arriva sulla spiaggia, punto di approdo calabrese, spiaggia sulla quale non ci sarà nessuba traccia del cavo, non compromettendo la vocazione turistica della zona. Per velocizzare i tempi, i lavori di posa dei cavi sottomarini e lo scavo del tunnel vengono svolti contemporaneamente.


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