CATANZARO - L’ex segretario della Cgil energia Calabria, Domenico Menniti, esponente di Sinistra e Libertà, la formazione politica di Niki Vendola, da sempre sensibile alle problematiche energetiche, ha scritto una lettera aperta a Fulvio Conti, amministratore delegato dell’Enel. Da meridionale Menniti scrive di apprezzare molto i progetti Enel per la Sicilia sulle energie rinnovabili, come la centrale solare a concentrazione di Priolo, unica al mondo, che può funzionare anche di notte; l’accordo con Sharp e St Microelettronica per la realizzazione di uno stabilimento di produzione di pannelli fotovoltaici, la più grande realtà produttiva nel settore in Europa; la rete elettrica prevista nel progetto Eu-Mena per alimentare Nord Africa, Ue e Medio Oriente con l’energia elettrica generata da specchi nel deserto.
Tutti investimenti che daranno luogo a cospicui tassi occupazionali di laureati, diplomati e operai specializzati. «Questa rivoluzione solare - aggiunge - non investirà purtroppo la Calabria: terra con forte e duratura solarizzazione. Secondo la teoria del nobile Carlo Rubbia basta l’1% dei suoi 15 mila Kmq per produrre 21 TWh/anno più 2,5 della produzione del 2009 (8,8 TWh fonte Terna). Adesso per la Calabria l’Enel propone la riconversione della centrale di Rossano, attualmente alimentata a olio combustibile, con il cosiddetto carbone pulito, come illustrato sulla rivista dell’Enel Insieme». La centrale di Rossano, spiega Menniti, è da alcuni anni impianto "freddo" per l’alto costo dell’oliocombustibile:
«Le istituzioni calabresi (Regione, province, comuni) e la grande maggioranza dell’opinione pubblica sono fortemente contrarie alla conversione per valutazioni negative sull’impatto ambientale ed emissioni di Co2». La Calabria nel 2009 ha registrato un esubero della produzione rispetto alla richiesta del 63,6 % a favore della Campania con deficit del 48,1 % e del 52,5% del Lazio. Il lungo vettoriamento comporta le diseconomie delle perdite per cui costituisce saggio comportamento costruire nuovi impianti nei pressi dei centri di grande consumo». Inoltre, consiglia Menniti «le emissioni di Co2 determinano maggiore inquinamento atmosferico nelle aree sedi delle centrali.
A Rossano bisogna investire nel solare fotovoltaico e termico e perché nonell’idrogeno, come a Porto Marghera nel Veneto. Il contributo dell’Enel nel distretto energetico di Crotone già sancito da un accordo Governo - regione Calabria in parte finanziato con legge 625/96 delle royalties dell’estrazione del metano». Menniti ricorda che prima la Sme con la Sec e successivamente con l’Enel hanno svolto un ruolo positivo per lo sviluppo economico e sociale della Calabria. Negli anni Venti con i grandi impianti idroelettrici della Sila piccola favorendo la nascita delle grandi fabbriche a Crotone; nel settore della chimica con la Montecatini e nei metalli non ferrosi con la Pertusola e a Taranto con la Cantieristica nautica.
Non solo: negli anni Sessanta e Settanta con un prestito della Banca europea investimenti con la elettrificazione delle campagne dove migliaia di analfabeti impararono nelle scuole serali a leggere e scrivere. «Adesso con le energie rinnovabili - conclude Menniti - si pone all’azienda diretta da Conti la realizzazione con il concreto contributo della terza fase dello sviluppo economico e sociale dalla Calabria». |