Un risultato che per il segretario di AssoEnergie Future, Gaetano Buglisi, "e' il piu' tangibile segnale che la stragrande maggioranza degli italiani sa che le rinnovabili sono una delle leve piu' importanti per il futuro economico, ambientale e occupazionale del nostro Paese". Le rinnovabili, ricorda Buglisi, "sono un settore di innovazione e ricerca e costituiscono una reale speranza di lavoro per migliaia di giovani". Per cui la sospensione di tutte le politiche di incentivazione e l'annientamento di tutti gli iter autorizzativi in corso "non solo condanna alla disoccupazione da qui a dicembre di tutti gli operatori del settore oggi impiegati nell'eolico e nel fotovoltaico", ma allo stesso tempo "chiude anche le prospettive che si stanno aprendo in tutta Italia per una nuova e qualificata occupazione". Il segretario di AssoEnergie Future sottolinea il "numero enorme di persone che si sono attivate per chiedere al governo di ripensare alla posizione di chiusura assunta".
Una posizione, rileva Gaetano Buglisi, "non in linea dai pareri espressi dalle Commissioni competenti di Camera e Senato, che avevano indicato molte prescrizioni parecchie correzioni al testo del decreto legislativo", contributi migliorativi "assolutamente ignorati dalla bozza presentata al Governo in Consiglio dei ministri". È anche per questo, rileva Buglisi, che 65 parlamentari, "appartenenti per la maggior parte alla maggioranza, hanno finora firmato un appello rivolto al Governo in cui si chiede di recedere dalle posizioni assunte". A suo giudizio anche questa raccolta di firme "e' il segnale che il progetto di fermare la riconversione ecologica del sistema energetico non rappresenta le aspettative del sistema paese".
Per cui, "se alle firme dirette dei parlamentari sotto l'appello si aggiungono le prese di posizione delle decine di deputati e senatori che in questi giorni hanno fatto sentire la loro voce, il numero di parlamentari che si sono espressi per modificare il decreto legislativo praticamente raddoppia". Il che, sottolinea Buglisi, "se e' vero che il Governo intende recepire una direttiva Ue che mira ad aumentare il ricorso alle energie pulite, allora rispetterebbe maggiormente le intenzioni europee non approvando nessuna legge". |