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Da sempre il turismo rappresenta una voce importante per la nostra economia nazionale. L’Italia è ricca di storia, un paesaggio bellissimo, un clima gradevole, una cucina eccezionale, sono tutti ingredienti che dovrebbero fare del nostro Paese l’eccellenza nel campo turistico ed infatti milioni e milioni di cittadini, da tutto il mondo, vengono in Italia per trascorrervi soggiorni più o meno lunghi rimpinguando le nostre casse di valuta pregiata.
Ma negli ultimi anni si è accentuato un fenomeno che, anche se era presente in passato, lo era sottotraccia, quasi silente e poco aggressivo – ha dichiarato il Segretario Nazionale del Partito Pensionati, Carlo FATUZZO – il fenomeno “dell’assalto al turista”, dello “spremi” fin quanto puoi l’ospite d’oltre confine. Taxi dal chilometro d’oro, ristoranti dai conti stratosferici, acqua minerale venduta come fosse la più grande delle prelibatezze e così via truffando: alla fine, il troppo stroppia e se il caso dei giapponesi è diventato evidente ed eclatante, certamente tantissimi turisti di tutto il mondo forse hanno sperimentato le “attenzioni” di operatori disonesti che offendono la quasi totalità di coloro che lavorano e vivono con l’attività turistica in maniera onesta e corretta.
Si sa, in questi casi si è portati a generalizzare ed ecco perché le mele marce vanno individuate e colpite in maniera inesorabile e dura. Si abbia il coraggio di chiudere in maniera permanente ristoranti e attività che truffano turisti, o comunque che hanno un comportamento truffaldino nei confronti dell’utenza – ha rimarcato il leader del Partito Pensionati – si revochino le licenze ai tassisti disonesti e si colpiscano penalmente e pesantemente i tassisti abusivi che hanno fatto diventare il trasporto privato urbano di molte metropoli italiane una vera e propria giungla.
Bella la lettera della BRAMBILLA ai giapponesi nella quale li invita a venire in Italia: ma basta una lettera?
Bisogna rilanciare l’immagine turistica dell’Italia – ha sottolineato FATUZZO – appannata non dal venir meno dei tantissimi motivi che consigliano una visita al nostro Paese, ma da pochi sconsiderati che infangano il nome dell’Italia danneggiando gravemente, non solo l’immagine del nostro Paese, ma la nostra economia, ponendo così le condizioni per una crisi del settore e una perdita di posti di lavoro, in un momento in cui l’offerta turistica dei Paesi concorrenti si fa sempre più aggressiva.
Non bastano le lettere, non bastano le parole, sono indispensabili controlli capillari e non episodici o limitati nel tempo, ma continui – ha concluso FATUZZO – proprio perché le attività economiche legate al turismo sono facile terreno per individui che hanno la vocazione alla truffa ed al facile arricchimento.
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