Non se conoscono ancora i dettagli ma questo patto di collaborazione tra Farmindustria e Poste Italiane, per un servizio di recapito a domicilio dei farmaci prescritti in ambito ospedaliero, allarma non poco le aziende della distribuzione intermedia del farmaco. Non si doveva investire all’interno della filiera farmaceutica ai fini della piena valorizzazione dei ruoli e delle potenzialità di ogni singolo comparto? Ci era sembrato che su questo ci fosse una piena convergenza di intenti con le promesse del ministro di valorizzazione della distribuzione intermedia e finale nella gestione dei farmaci ospedalieri.
L’accordo –invece- investe all’esterno della filiera su altre professionalità e ci chiediamo come mai e che garanzie daranno le Poste in termini di efficienza e tempestività visto che non si parla più di lettere ma di farmaci. Rimane la delusione di constatare l’occasione persa di valorizzare quelli che il farmaco lo distribuiscono da sempre con un servizio d’eccellenza. Ci rammarica che il Presidente degli industriali farmaceutici voglia consapevolmente confondere ruoli e competenze.
Il dottor Dompé ha sempre evidenziato che il nostro Paese ha bisogno di un sistema con un alto valore di competitività, e su questo siamo d’accordo; ma la competitività si realizza con professionalità ed esperienza. Le Poste Italiane consegnino lettere e pacchi con tempestività e sicurezza. Ognuno deve fare il proprio lavoro per far sì che la Comunità riceva un servizio di eccellenza. |