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FIDUCIA DEI LAVORATORI: AUMENTA VERSO LA PROPRIA AZIENDA

A marzo l’Indice di Fiducia generale è cresciuto di 0,45 punti rispetto a settembre 2009 arrivando a 34,60 su una scala da 0 a 100 punti. In particolare, rispetto a settembre 2009 aumenta la fiducia verso l’impresa (da 44 a 47 punti),e quella nella propria situazione personale (da 26 a 28 punti). Stabile la fiducia nel mercato del lavoro (da 41 a 40 punti), in flessione quella nelle istituzioni (da 26 a 24 punti). Unico valore nazionale positivo della rilevazione è la fiducia dei lavoratori delle grandi aziende nella propria impresa (53 punti)

 

A diciotto mesi dall’inizio della crisi economica, nonostante l’”annunciata” ripresa da più parti, i lavoratori italiani restano “attendisti”. Il dato generale dell’Indice di Fiducia si ferma, infatti, a 34,6 punti in una scala da 0 a 100, leggermente superiore alla seconda rilevazione di settembre 2009 (34), ma sempre al di sotto della positività e del valore di giugno scorso (36), anche se in alcuni casi si evidenziano differenze importanti legate all’incidenza del livello di istruzione, del territorio in cui si lavora e della dimensione aziendale. Così i più “fiduciosi” sono lavoratori del Nord Ovest (36), i dirigenti (39,5), i giovani (38) e i laureati (36), mentre i meno ottimisti i lavoratori del centro Italia (30), gli operai (33) e gli over 50 (32 punti). In questo contesto è da segnalare la ripresa di fiducia nell’azienda che passa da 44 a 47 punti (+3 rispetto a settembre) e, unico dato nazionale della rilevazione che supera quota 50, la fiducia dei lavoratori delle grandi aziende nella propria impresa (53 punti).

Queste alcune tra le prime evidenze dell’Indice di Fiducia dei lavoratori dipendenti italiano realizzato da Gi Group in collaborazione con OD&M Consulting. “Tre sono i dati importanti di questo indice: da una parte la timida risalita nella fiducia personale ci dice che la crisi, per quanto pesante, non ha gettato nel panico i lavoratori e anzi, le prime avvisaglie di un ritorno alla normalità si sentono. Inoltre, aumenta di 3 punti la fiducia nelle aziende: questo grazie all’azione del governo e degli ammortizzatori sociali che hanno permesso a realtà “sane” di stare in piedi in un momento critico come quello del 2009. – commenta Stefano Colli-Lanzi, amministratore delegato di Gi Group - Interessante, inoltre, il dato che riguarda la fiducia dei lavoratori delle grandi aziende nella loro impresa.

Con la legge finanziaria 2010 è stato reintrodotto uno strumento, lo staff leasing, che va in questa direzione, ovvero permette al lavoratore di essere assunto da una grande realtà come un’agenzia per il lavoro e prestare la propria opera presso altre realtà, anche di piccole dimensioni. Pensiamo che questo sistema, oltre che soddisfare le esigenze apparentemente inconciliabili di flessibilità e sicurrezza, vada proprio nella direzione espressa dall’indice di fiducia: garantire ai lavoratori un’occupazione stabile in una grande realtà come un’agenzia per il lavoro. E quindi aumentare la loro fiducia globale”.

Delle quattro aree che compongono l’Indice, la fiducia nella propria azienda è, infatti, l’area cresciuta di più rispetto a settembre, seguita dalla fiducia nella propria situazione personale (+ 2); rimasta abbastanza stabile la fiducia nel mercato del lavoro (40 punti – 1 rispetto a settembre), mentre ha proseguito il trend negativo fin da giugno scorso la fiducia nelle istituzioni nazionali e sovra-nazionali ( 24 punti – 2 rispetto a settembre e – 3 rispetto a giugno). “Se da una parte è giustificabile la caduta continua della fiducia nelle istituzioni anche con i recenti avvenimenti accaduti in merito alle liste elettorali ciò non deve portare a generalizzare – continua Colli-Lanzi -. Come principale operatore italiano non possiamo far altro che applaudire sia alle novità introdotte dalla Finanziaria 2010, sia ad alcune esperienze innovative e di successo come il sistema delle “Doti Lavoro” avviato in Lombardia.

Un sistema che riteniamo sia da studiare come best practice in quanto responsabilizza la persona e la porta al centro del processo decisionale inerente la sua carriera. In poche parole, un sistema ideale per ridare fiducia al lavoratore.” Al questionario hanno risposto circa 3.500 lavoratori dipendenti rappresentativi di tutte le categorie professionali e di tutto il territorio italiano, in prevalenza diplomati (37%) e laureati (31%) e appartenenti ad una fascia d’età compresa per lo più tra i 41 e i 50 anni (43%) e nella fascia 31-40 anni (34%).


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