«Le dichiarazioni del segretario generale della Cgil Susanna Camusso e il dibattito sulla possibilità di applicare anche negli stabilimenti liguri della Fincantieri un accordo analogo a quello di Fiat a Pomigliano e Mirafiori rendono evidente la necessità di discutere in Consiglio regionale il futuro delle aziende liguri. Purtroppo la posizione della maggioranza, su questo tema, non è chiara. Non è servita la mozione che abbiamo discusso martedì scorso in Consiglio: da parte della maggioranza sono mancate sia una posizione chiara che una proposta alternativa sul delicato tema della necessità di conciliare i diritti dei lavoratori con la produttività in un contesto dove la concorrenza opera su scala planetaria.
L’assenza del Presidente della Giunta Claudio Burlando in Consiglio non è stata casuale e i gruppi Noi con Claudio Burlando e Udc (ad esclusione di Rosario Monteleone, presidente dell’Assemblea) erano assenti al momento del voto. Il Pd, poi, - ha rimarcato Saso – ha inseguito passivamente la posizione della sinistra radicale, bocciando una mozione che chiedeva di ricompattare la frattura che si è creata fra le sigle sindacali, una cosa largamente condivisa da tanti importanti esponenti del Pd a livello nazionale».
«Le parole della Camusso – ha detto Saso - e le prese di posizione della Fiom in Liguria fanno chiaramente intendere che i conflitti aumenteranno, visto che da parte della Cgil non c’è nessuna intenzione di accettare l’esito delle vicende di Pomigliano e Mirafiori. Credo che sia impossibile per la Giunta regionale pensare di influire sullo sviluppo economico della Liguria senza chiarire la propria posizione sulle deroghe contrattuali, ormai applicate in tante regioni italiane». Saso ha quindi annunciato che presenterà una ricerca per capire in maniera chiara lo stato dell’applicazione dei contratti nelle aziende metalmeccaniche sul territorio ligure. |