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“FORESTA E MONTAGNA” GIORNATA DI STUDI

Giornata nazionale di studi su “Foreste e Montagna” dei dottori agronomi e dottori forestali lombardi a Sondrio. Buizza (presidente FODAF): “Valorizziamo le nostre risorse forestali anche in chiave energetica”.

 

In occasione dell’Anno internazionale delle foreste la Federazione lombarda degli Ordini dei dottori agronomi e forestali (FODAF) organizza una Giornata nazionale di studi su “Foreste e Montagna”, che si terrà il prossimo giovedì 26 maggio presso la Sala convegni della Banca Popolare di Sondrio in Piazza Garibaldi a Sondrio, con apertura dei lavori alle ore 9.00. Nell’occasione saranno presenti il presidente nazionale dei dottori agronomi e forestali, Andrea Sisti, e l’assessore ai Sistemi verdi e Paesaggio della Regione Lombardia, Alessandro Colucci. Moderatore dei lavori sarà Antonio Rudini del Coordinamento tecnico dei Consorzi Forestali Lombardi.

“Per mobilitare l'attenzione dell'opinione pubblica sulle problematiche forestali – spiega Giorgio Buizza, presidente di FODAF Lombardia – le Nazioni Unite hanno proclamato il 2011 Anno Internazionale delle Foreste (AIF): un'iniziativa di ampio respiro volta a diffondere la conoscenza sulle azioni globali a favore della gestione forestale sostenibile e della protezione e valorizzazione della flora autoctona, comprese le specie arboree che crescono al di fuori dei boschi propriamente detti”. In relazione a questo grande evento di sensibilizzazione promosso dalla comunità internazionale i dottori forestali lombardi hanno inteso dare un proprio contributo con un incontro di carattere scientifico e al tempo stesso divulgativo, finalizzato a far emergere con forte evidenza le problematiche e le opportunità riguardanti i nostri boschi, con particolare attenzione alle peculiarità del territorio lombardo.

A differenza che in molte aree del pianeta, incluse alcune zone del nostro Paese, dove il patrimonio boschivo è soggetto ad un evidente depauperamento in termini di superfici, in Lombardia la questione è un’altra. “In questo caso non ci troviamo di fronte ad una riduzione della superficie boscata – tiene a precisare Buizza -. Nella nostra regione, infatti, oltre 618.000 ettari, pari a circa il 25 per cento dell’intero territorio lombardo, sono ancora occupati da boschi la cui superficie registra un leggero aumento, peraltro non per scelta consapevole, bensì a causa dell’abbandono dell’attività agricola. Il problema principale riguarda piuttosto il lento degrado delle nostre foreste, che vengono a volte addirittura abbandonate a se stesse”. I motivi di questa situazione?

“La proprietà del patrimonio boschivo lombardo è per lo più parcellizzata in parecchie migliaia di piccoli appezzamenti – spiega Buizza -. Molti boschi sono di proprietà di privati che non hanno né le capacità né l’interesse per attuare forme di gestione di carattere professionale. Anche per questi motivi molti boschi risultano tuttora inaccessibili pur disponendo di elevate potenzialità di utilizzazione”. Il paradosso è che in Lombardia esiste un vero e proprio giacimento di legname che è utilizzato solo in piccola parte. “Si calcola – aggiunge Buizza - che su 4,5 milioni di metri cubi di legname impiegati dall’industria dell’arredo lombarda, solo mezzo milione provenga dai boschi situati sul territorio della nostra regione, mentre un altro milione di metri cubi di legname lombardo che sarebbe atto allo scopo non viene utilizzato.

Lo sforzo maggiore va quindi nella direzione del miglioramento della qualità e della produttività dei nostri boschi”. Non si deve dimenticare la vitale funzione protettiva dei boschi per la prevenzione dei dissesti sia di montagna che di pianura, perciò il buon governo dei boschi si traduce in un evidente e sensibile risparmio di risorse, quelle che oggi vengono impiegate per rimediare ai dissesti e ai danni delle alluvioni e della instabilità del territorio, soprattutto collinare e montano.

Che fare di fronte a questo scenario? Il punto cruciale sarà quello di riuscire a valorizzare le risorse forestali autoctone in termini competitivi, incrementando le specie di maggior pregio ed anche attraverso l’utilizzo di una parte delle biomasse legnose locali in chiave energetica. “Ciò si tradurrebbe – conclude Buizza - in una serie di conseguenze positive sia per l’ambiente sia per l’economia delle aree rurali montane. Proprio per questa ragione FODAF ha aderito al Patto di Filiera proposto da Regione Lombardia per una valorizzazione concertata delle risorse legnose”.


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