Il fotovoltaico, la tecnologia in grado di trasformare l’energia solare in elettricità, sta vivendo un vero e proprio boom. In particolare, si sta diffondendo una tecnologia che combina eleganza, funzionalità ed economia: i sistemi fotovoltaici integrati negli edifici, ovvero i Bipv (Building integrated photovoltaics). “Secondo questo nuovo approccio i moduli fotovoltaici divengono elementi integranti della costruzione”, spiega Mario Pagliaro, dell’Istituto per lo studio dei materiali nanostrutturati (Ismn) del Cnr di Palermo. “Utilizzati per realizzare tetti, facciate, finestre, lucernari, i moduli Bipv forniscono diversi servizi: dalla protezione climatica all’isolamento termico e acustico, dalla generazione di elettricità alla modulazione della luce naturale.
Il tutto senza trascurare l’estetica, viste le nuove possibilità offerte dai moduli solari (scuri, colorati, rigidi, semiflessibili, opachi o semitrasparenti). La ‘casa fotovoltaica’, inoltre, presenta vantaggi economici legati al risparmio energetico e agli incentivi del Conto Energia sulla produzione dell’elettricità solare”. Un ricorso alla soluzione che non stravolga l’aspetto tipico degli edifici si può realizzare, ad esempio, nei centri storici, dove c’è una presenza massiccia di tetti in tegole, con le ‘tegole fotovoltaiche’. “Esistono in colori diversi e hanno alta integrabilità architettonica. Già disponibili sul mercato italiano, si montano come normali coppi”, continua Pagliaro che sul tema ha appena pubblicato ‘Bipv.
ll fotovoltaico integrato nell’edilizia’ per i tipi della Dario Flaccovio Editore. “Per le case unifamiliari, invece, è indicato il solare a tutto tetto, che ricorre a unità integrate racchiuse in una leggera intelaiatura in poliuretano o combinate tra loro senza fili, in funzione della superficie”. Passando all’interno delle case, le ‘tende fotovoltaiche’ della cosiddetta ‘soft house’, disegnata dall’architetto americano Sheila Kennedy sono in grado di produrre 1.600 kWh di energia elettrica all’anno. “Sono realizzate integrando celle solari organiche nella struttura di fibre tessili artificiali”, precisa Pagliaro, “e, una volta chiuse, possono alimentare l’illuminazione, le piccole apparecchiature elettroniche e i mini elettrodomestici”.
E’ possibile produrre energia fotovoltaica anche decorando le pareti con ‘Grow’, un progetto dello studio di design newyorkese Smit (Substainably minded interactive technology). Questo sistema è composto da foglioline in polietilene funzionalizzate con film sottili fotovoltaici, che si ‘arrampicano’ sulle pareti come una pianta d’edera. Anche la termoregolazione degli appartamenti richiede attenzione agli sprechi. “I sistemi ibridi fotovoltaici e termici”, conclude Pagliaro, “sono molto vantaggiosi e possono soddisfare un’ampia domanda di applicazioni, senza contare che l’acqua calda generata dal funzionamento nel serbatoio può essere utilizzata per bagni, cucine e piscine”. Il fotovoltaico integrato nell’edilizia in Italia promette bene: il nostro è il Paese col più alto tasso di crescita di impianti di questo tipo al mondo.
In readazione L.V.
fonte CNR |