L'unione europea s'è dotata oggi d'un piano d'emergenza per prevenire in futuro eventuali crisi del gas come quella che ha interessato le forniture dalla Russia nel 2008 e nel 2009. Il piano è stato adottato oggi dal Parlamento europeo. Era stato già accettato in linea di principio dai paesi dell'unione europea che dovranno adottarlo in maniera formale in vista di un'entrata in vigore prima della fine dell'anno. Concretamente, i diversi paesi e le compagnie del gas dovranno mettere in campo piani d'emergenza da mettere in azione nel caso in cui la Russia o l'Ucraina chiudano i rubinetti, come accaduto in passato.
Circa un quarto del gas consumato dall'Europa è di provenienza russa, ma alcuni paesi sono quasi esclusivamente dipendenti dal gas russo. L'80 per cento del gas russo arriva in Europa attraverso l'Ucraina. Le compagnie del gas dovranno costituire riserve sufficienti per far fronte al rischio di una penuria o di impennate della domanda. I gasdotti dovranno essere migliorati, per permettere il transito in due sensi, in modo che eventualmente paesi dell'Europa dell'Ovest possano inviare gas ai paesi dell'Est Europa fortemente dipendenti dalle forniture russe. Ancora, le interconnessioni tra le reti di differenti paesi dovranno essere potenziate.
A questo scopo il budget Ue, in tre anni, ha stanziato 1,4 miliardi di euro. "Si dovrà passare da una situazione per la quale in Europa ognuno fa da sè, a una situazione di “uno per tutti, tutti per uno", ha spiegato il relatore del testo Alejo Vidal-Quadras. "Questo testo - ha affermato il commissario europeo all'Energia Guenther Oettinger - costituisce un passo in avanti importante per fare in modo che ogni paese disponga di gas anche nel caso di un'interruzione nella fornitura". |