A dicembre 2010 la denuncia del Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Beppe Pisanu, preoccupato per il rischio di infiltrazioni mafiose nella corsa all’accaparramento dei terreni agricoli, soprattutto nelle campagne leccesi e tarantine, investimento reso sempre più redditizio dallo sviluppo dei grossi impianti a terra di pannelli fotovoltaici. Due giorni fa, la lettera dell’assessore allo Sviluppo Economico, nonché vice presidente della Regione Puglia, Loredana Capone ai Prefetti pugliesi, con l’invito a mettere in campo azioni congiunte di controllo e vigilanza per arrestare “l’onda degli interessi dell’imprenditoria criminale” nel settore delle rinnovabili.
Gli esperti di Geatecno, azienda leader per il Sud Italia nel mondo dell’energia verde e sempre attenta alla promozione del fotovoltaico made in Puglia realmente sostenibile, sin dai primi mesi del 2010 scrivevano a politici, operatori e amministratori locali, allarmati dall’ “invasione delle campagne pugliesi” da parte di grandi insediamenti di pannelli, che mettevano e mettono a rischio “le nostre coltivazioni, la fertilità dei nostri terreni, nonché la sopravvivenza della fauna avicola”. Già da maggio 2010 decisa è stata la pubblica denuncia di Geatecno contro l’implementazione degli impianti a terra, i quali rappresentano un ottimo investimento finanziario grazie alla “bontà” economica del sistema incentivante, ma che non sono duraturi nel tempo e non portano ricchezza al territorio.
Solo una settimana fa la Regione Puglia ha approvato lo schema del protocollo d’intesa siglato a dicembre scorso con “Enel. Sì” e “Beghelli”, favorendo in maniera sleale i meri interessi finanziari di due multinazionali sui tetti dei cittadini pugliesi. Il rischio di speculazioni, dunque, non è una scoperta di ieri, né giova (ancora una volta) il clima da caccia alle streghe a quelle aziende che quotidianamente lavorano sul territorio per conquistarsi credibilità e fiducia dei clienti, puntando sul mondo dell’autoconsumo, nel rispetto dell’ambiente e degli utenti pugliese. La green economy, come ha dichiarato l’ex- Segretario della CGIL Guglielmo Epifani, può essere una efficace risposta alla crisi, in quanto entro pochi anni assicurerà maggiore occupazione del settore auto e in Italia vale già oggi 100 mila posti di lavoro (secondo l’Istituto di ricerche economiche e sociali si può arrivare a quota 250 mila solo con lo sviluppo delle rinnovabili).
Geatecno non può che rinnovare, quindi, oggi come un anno fa, l’invito ad un confronto pubblico e ad un dibattito aperto che coinvolga tutti gli operatori pugliesi, verso scelte trasparenti e sviluppo condiviso di uno dei settori strategici della nostra economia. |