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GHEDDAFI ATTACCA L'ITALIA: "DOVRÀ PAGARE PER LE COLONIE". MARONI: "RISCHIO INFILTRAZIONI DI AL QAEDA"

Il dittatore libico: "Deve scusarsi per il regime coloniale. Il ministro dell'Interno: "120mila Profughi ai confini con la tunisia. E in Libia ci sono un milione e mezzo di clandestini pronti a scappare".

 

Gheddafi torna a parlare in occasione del 34esimo anniversario dell'istituzione della jamahiria. Il dittatore libico, tra le altre cose attacca direttamente l'Italia: "Estendo i miei saluti e le mie congralutazioni al popolo della Libia nell’anniversario della Repubblica Popolare. Dal 1977 ho passato il potere al popolo e da allora non ho esercitato alcun potere politico o religioso. Abbiamo liberato il territorio dagli invasori e lo abbiamo consegnato al popolo. È il popolo libico che è al potere. Siamo pronti a sfidare il mondo intero se diranno che il potere non è nelle mani del popolo. o chiesto al popolo chi è contro di me? Mi ha risposto che sono le potenze straniere. Il popolo è pronto a morire per me. "Abbiamo costretto l'Italia ad inchinarsi, deve scusarsi per il regime coloniale, ci pentiamo del rapporto che abbiamo avuto con loro, l'Italia dovrà pagare. Tutto quello che sta accadendo è solo un insulto alla nostra storia". Ci sono i militanti di Al Qaeda e alcuni libici reduci dall'Afghanistan dietro la rivolta di questi giorni",

MARONI: UN MILIONE E MEZZO DI PROFUGHI - "Attualmente sono accampati in Tunisia circa 60 mila migranti fuggiti dalla Libia e altrettanti si trovano ancora in Libia, presso il confine". Così il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, in audizione alle commissioni congiunte Affari costituzionali ed Esteri di Camera e Senato. Si tratta, spiega, "di una situazione grave, che rischia di diventare drammatica, perchè la Libia non sta dando supporto a queste persone, la Tunisia sì, ma è un sostegno non organizzato, per questo abbiamo deciso di organizzare una missione umanitaria per realizzare lì un campo profughi. In Libia ci sono un milione e mezzo di clandestini: in questi giorni stanno scappando verso ovest e verso est ma mi aspetto che in futuro possono andare anche verso nord".

RISCHIO AL QAEDA - "C'è il rischio di infiltrazioni di Al Qaeda nella crisi in Libia". Il ministro dell'Interno avverte: "E' il vero punto interrogativo. La Libia è in una situazione di stallo e non si sa quando si risolverà. C'è il rischio di infiltrazioni di Al Qaeda se la situazione di stallo permarrà. Sono preoccupato che se gli scenari non cambiano si possa arrivare ad una situazione di governo più simile a quella dell'Afghanistan e della Somalia. È un rischio grave e reale".


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