Non tutte le energie rinnovabili sono anche sostenibili sul piano economico o ambientale. La chiave di lettura che deve essere applicata per giudicare la valenza di un progetto rivolto ad implementare le bioenergie, secondo Angelo Scaravonati, presidente di Rinnova Green Energy - azienda leader in Europa per le Medium rotation forestry (Mrf) e partner strategico di Bioenergy Expo (4-6 maggio 2011) - deve essere quella di una positività del “bilancio energetico ed ambientale”. E proprio nella manifestazione leader a livello internazionale sulle bioenergie, in programma a Veronafiere, Rinnova Green Energy ha organizzato, insieme con i ricercatori del Cra un incontro dedicato alla corretta lettura del bilancio energetico e ambientale, «aspetti troppo spesso sottovalutati o esclusi del tutto dall’analisi di fattibilità di un impianto», osserva Scaravonati.
Inoltre, sotto i riflettori di Bioenergy Expo, Rinnova porterà il primo esempio di serra idroponica, che utilizza l’energia termica proveniente da un impianto di biogas. Non è tutto. Il gruppo cremonese organizzerà, per gli imprenditori, una giornata in campo dedicata, nell’edizione di Bioenergy 2011, al trapianto e alla cippatura delle piante destinate a biomassa, mentre, per l’edizione 2012 (2-5 febbraio 2012), il focus sarà sull’impianto, la gestione e la raccolta delle piante destinate a produrre energia. Secondo Scaravonati, la formula vincente è quella che promuove un impianto in ogni aspetto della cogenerazione. Prima di sposare aprioristicamente un progetto dedicato all’incremento delle bioenergie, in pratica, l’attenzione deve concentrarsi «sia sui costi di investimento e sui tempi di ammortizzamento dell’impianto, calcolando i reali benefici economici, ma anche sul ritorno in termini di efficacia e strategicità verso l’ambiente.
È inutile – spiega Scaravonati – puntare su materie prime importate dall’altro capo del mondo, quando il rovescio della medaglia è rappresentato da costi di trasporto sconvenienti e dall’impoverimento quasi irreversibile delle foreste tropicali». Così, dopo aver allestito durante Fieragricola 2010 un vero e proprio villaggio sostenibile, con tanto di laghetto artificiale per la fito-depurazione, pale micro-eoliche, caldaie a cippato e a pellet, nell’edizione 2011 di Bioenergy Expo Rinnova allestirà uno stand in cui sullo sfondo sarà visibile il lay-out di un teleriscaldamento da filiera corta per 1.800 abitazioni. «Si tratta di un progetto concreto e in fase di realizzazione, in una importante città del nord Italia– aggiunge Scaravonati -. Il progetto Prometheus, che vede coinvolti direttamente una società immobiliare, un imprenditore agricolo e una società esperta in gestione di energia termica.
Rinnova Green Energy si occuperà dell’approvvigionamento fino a “bocca di caldaia”» della biomassa legnosa necessaria. Un progetto che sarà completato il prossimo ottobre e che vedrà installata una centrale da 10 Megawatt termici e 1 Megawatt elettrico, con tempi di rientro dell’investimento di 6-8 anni. Una realizzazione innovativa, che svilupperà una filiera locale destinata alla produzione di energia elettrica e la valorizzazione di quella termica per teleriscaldamento e che avrà effetti positivi anche sull’ambiente, oltre che sulle tasche dei residenti. «Non utilizzeremo prodotti chimici, se non limitatamente alla fase di impianto delle biomasse – puntualizza Scaravonati – ma con Prometheus saremo in grado di svolgere una reale azione di depurazione atmosferica, di sottrazione di anidride carbonica, di sostenibilità economica ed ambientale». |