Nell’estate del 1895 Guglielmo Marconi dimostrò la possibilità di trasmettere segnali radio a distanza. In uno dei tanti esperimenti, l’appena ventenne inventore posizionò davanti la sua casa di Villa Grifone un apparecchio di sua creazione per le trasmissioni senza fili dal quale avrebbe fatto partire un impulso. A circa 2,5 chilometri di distanza, nei pressi del Colle dei Celestini in località Pontecchio, posizionò un ricevitore ed un’antenna (un palo con dei fili di rame e scatole di latta conficcati nel terreno). Il colpo di fucile che riecheggiò nella campagna bolognese circostante salutò un passo rivoluzionario nella storia del mondo: la nascita della comunicazione senza fili. Il cortometraggio “Il colpo” vuole riflettere e ripercorrere quell’attesa che precedette lo sparo.
L’alba del fatidico giorno, la tenacia del giovane Guglielmo, l’azione del fratello Alfonso accompagnato dal colono Mignani, la fedeltà del giardiniere Antonio Marchi che mai abbandonò il “Signurein” Guglielmo, la preoccupazione del padre Giuseppe, la fiducia assoluta della madre Annie. Spiega Raffaele Manco, il regista: “L’idea è nata in maniera molto semplice: un giorno stavo scorrendo l’almanacco delle ricorrenze e alla data del 25 aprile, giorno in cui Marconi nacque, si narrava l’aneddoto del colpo di fucile, che fu sparato in uno dei tanti giorni dei suoi esperimenti, quale segnale della riuscita della prima trasmissione di onde elettromagnetiche. È stata l’attesa di quel colpo di fucile ciò che più mi ha attirato. Su quella è nato l’interesse per la figura Marconi e quindi per il corto.”
Afferma Mario Masi, giornalista, organizzatore della presentazione del corto: “Tutti hanno un telefonino e molti sanno cos’è un collegamento wi-fi, perché non cercare di capire come tutto è iniziato? Il film diretto da Raffaele Manco è pieno di poesia e ammirazione verso un grande uomo e scienziato come Guglielmo Marconi. La cultura e il progresso possono passare incredibilmente anche attraverso un colpo di fucile”.
Fonte CNR |