L'investimento migliore per un'azienda? Il Crm. Il peggiore? La pubblicità. È quanto emerge da una ricerca Ipsos Mori condotta su oltre 1000 marketers e resa nota dal Chartered Institute of Marketing, una delle più prestigiose istituzioni britanniche per la formazione dei professionisti del marketing. Un quarto degli intervistati (il 24%) ha indicato come migliore ROI (Return of investment, indice di redditività del capitale investito) le attività di CRM (Customer relationship management) per la gestione dei rapporti con i clienti. Una tendenza che è particolarmente evidente nei settori dei servizi finanziari e dei servizi in genere (31%), oltre che nella tecnologia e nelle telecomunicazioni (30%). La seconda disciplina con il maggior numero di menzioni (12%) è costituita dalle pubbliche relazioni. Fanalino di coda è invece la pubblicità tradizionale, escluso l'online: il 23% del campione la considera infatti la forma peggiore di comunicazione per raggiungere un buon ROI. Una percentuale che è più alta tra quelli che lavorano nella tecnologia e telecomunicazioni (38%). «In un periodo economicamente difficile come quello che stiamo vivendo è comprensibile che le aziende preferiscano investire in strumenti che portano risultati immediati - dice Roberto Lorenzetti, amministratore delegato di Siseco azienda leader in IT solutions -. Il CRM permette di mettere a fuoco i clienti, di conoscere chi sono e a cosa sono interessati: in un momento in cui il marketing deve stringere la cinghia, questo significa realizzare proposte mirate e quindi efficaci, piuttosto che affidarsi a strumenti generalisti dal ritorno incerto come la pubblicità. Non solo: un buon sistema di CRM abbatte i costi "vivi" di un'azienda, ottimizzando i processi, ad esempio integrando il software con un sistema di telefonia a tecnologia Voip. Nei nostri clienti abbiamo registrato un miglioramento delle performance del 40%». Per riuscire a raggiungere buoni risultati è tuttavia necessario affidarsi a un'azienda seria e in grado di realizzare un CRM "su misura": «Il CRM può essere utilizzato per migliorare la gestione dei rapporti coi clienti o per trovarne di nuovi - aggiunge Lorenzetti -. Ne possono beneficiare aziende private e pubbliche, attività on-line, società business to business e business to client, ma anche liberi professionisti. Insomma è la tecnologia che facilita il lavoro. Ogni azienda, tuttavia, ha necessità diverse e per questo bisogna realizzare un CRM "ad hoc": solo in questo modo si è sicuri che venga effettivamente utilizzato e aggiornato, in altre parole che sia davvero utile». Siseco, nata nel 1987, grazie a un team interno di ingegneri e tecnici, sviluppa soluzioni proprie rigorosamente "Made in Italy". I prodotti di punta sono GAT.crm, un sistema che vanta 10 anni di esperienza ed è utilizzato da oltre 25mila utenti, e b.com il CRM di nuova generazione realizzato in un'ottica web 2.0, potente, innovativo e altamente personalizzabile. Le proposte Siseco presentano un ulteriore vantaggio nella fase di start up, in quanto sono le uniche che vengono fornite già con i dati della Guida Monaci integrati: un database completo con l'anagrafica di 500mila aziende italiane verificate pronto per essere utilizzato e l'innovativo sistema di Lead Generation Integrato al CRM, basato sulla formula "Pay per Lead". Sono oltre 250 le realtà in tutta Italia che utilizzano le piattaforme Siseco, tra queste Editalia (Istituto Gruppo Poligrafico Zecca dello Stato), Fastweb, Tre, Michelin, Il Sole 24 Ore, Telecom Italia, Editoriale Secondamano, Gruppo Phonemedia, Del Taglia Piscine. |