Roma - Stando a quanto riporta Verini, infatti, i familiari delle vittime della tragedia di Ustica sarebbero stati avvertiti del rischio querela qualora dovessero sostenere che il DC-9 dell'Itavia fu abbattuto sui cieli di Ustica il 27 giugno del 1980 durante un combattimento aereo tra velivoli militari o da un missile, tirando in ballo i depistaggi dell'Aeronautica militare italiana.
Per il Governo ci sarebbe, dunque, una sola verità: a far esplodere l'aereo fu una bomba. E 31 anni dopo avrebbe incaricato il Ministro per i rapporti con il Parlamento di vigilare sul rispetto di questa versione, anche tramite l'Avvocatura dello Stato, onde tutelare l'onore dell'Aeronautica e dei suoi generali se qualche scettico dovesse tornare a ipotizzare loro responsabilità.
Nella sentenza, ordinanza del giudice Rosario Priore del 1999, è scritto che "l'incidente al DC-9 è occorso a seguito di azione militare di intercettamento, il DC-9 è stato abbattuto, è stata spezzata la vita a 81 cittadini innocenti con un'azione, che è stata propriamente atto di guerra, guerra di fatto e non dichiarata, operazione di polizia internazionale coperta contro il nostro Paese, di cui sono stati violati i confini e i diritti". |