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IL GRIDO DELL’AGRICOLTURA MONDIALE: BRUNI:”LA POLITICA COMMERCIALE NON DEVE SOVRASTARE LA POLITICA AGRICOLA”

Alla vigilia della riunione dei Ministri dell'Agricoltura del G20, alcune organizzazioni di agricoltori di 66 paesi di Africa, America, Asia ed Europa hanno adottato una dichiarazione congiunta nella quale sottolineano che non si deve lasciare la politica commerciale dettare le politiche agricole nazionali o ignorare le considerazioni non commerciali.

 

Le Organizzazioni di agricoltori insistono sulla necessità di una maggiore coerenza tra l'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) e le altre preoccupazioni mondiali, nonché sul riconoscimento del ruolo strategico dell'agricoltura alla luce delle enormi sfide che deve affrontare: l'aumento della volatilità dei prezzi, aggravato da un'eccessiva speculazione sui mercati, le risorse terrestri e idriche limitate e le minacce che comporta il cambiamento climatico. Nel frattempo, il numero elevato di persone che soffrono la fame nel mondo persiste e la domanda alimentare mondiale sta aumentando.

"Sosteniamo fermamente l'obiettivo che, nel quadro del commercio mondiale, i paesi rispettino le stesse regole chiare, trasparenti e prevedibili - , ha affermato Paolo Bruni, Presidente della Cogeca - tuttavia, il commercio rappresenta un mezzo per facilitare lo sviluppo umano e non un fine a se stesso. L’alimentazione è indispensabile alla vita umana e il cibo non può essere trattato come un qualsiasi altro prodotto. La portata della liberalizzazione del commercio deve essere dunque moderata dalla necessità di dare agli agricoltori di ogni angolo del pianeta le risorse e gli incentivi economici che consentiranno loro di sfruttare in maniera sostenibile il loro potenziale di produzione.

Inoltre - ha aggiunto Bruni – i Governi devono coordinare le loro azioni al fine di accrescere la stabilità dei mercati agricoli e di consolidare la posizione degli agricoltori”. In sintonia con Bruni, Djibo Bagna, Presidente del Roppa, che rappresenta le organizzazioni di agricoltori dell'Africa occidentale, ha dichiarato "Ci chiediamo se l'approccio che consiste nell'aprire semplicemente i mercati senza tener conto di tali problematiche e delle loro ripercussioni sugli agricoltori che producono derrate alimentari costituisce realmente la soluzione migliore per il futuro.

È necessaria una migliore coerenza fra qualsiasi accordo sull'agricoltura concluso all'OMC e gli impegni assunti nel quadro dei trattati internazionali importanti relativi a questioni come la povertà, la fame, il cambiamento climatico e la biodiversità “.


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