La delizia dell’essere giovani, e di non capire veramente, ma soltanto intuire e soprattutto sentire, ciò che questo significa. Ognuno vuole mettere in luce la propria personalità, parola che tutti associano al concetto di personaggio piuttosto che di persona. E sono loro che sempre più numerosi si fermano intorno al palco della Fiera per ascoltare concerti di musica attuale. La Fiera è piena di suoni legati ai luoghi ludici, a quelli in cui si mangia, a quelli d’incontro collettivo, ma al primo piano, in “E’ qui la Musica”, vi è un’inversione di tendenza e Mousiké presenta un programma ardito di musica antica. A mezzogiorno, nel caffè dedicato a Lelio Luttazzi un concerto di strumenti particolari come l’arciliuto ed il clavicembalo. I suoni tenui e delicati di altre epoche e storie devono reggere il rumore di un bar e di un pubblico non pronto.
Ma poi è come se il celeste dei muri diventasse acqua ed il chiasso si diluisce poco alla volta e si definisce la musica. Strumenti molto belli e spesso sconosciuti. I ragazzi chiedono spiegazioni con domande dirette, gli adulti sono interessati ai programmi. Rispondono Patrizia Gesuita e Dinko Fabris, che in un programma importante e complesso a cui hanno dovuto rinunciare per mancanza di fondi, hanno scelto di evocare i suoni del Mediterrane: il liuto o ´ud, lo strumento musicale simbolo della cultura persiana, araba e ottomana quanto di quella europea del Rinascimento e Barocco. Questo sarà il tema portante della XI edizione del Festival di Musica Antica del Mediterraneo Mousiké che, pur coincidendo con uno dei momenti più difficili per lo spettacolo e la cultura, non intende cedere al pessimismo ed anzi rinnova gli entusiasmi allargando le collaborazioni nazionali e internazionali e le fasce di pubblico potenziali.
Per un progetto sui "Liuti del Mediterraneo" il partner più naturale è diventato naturalmente la Fiera del Levante, e in questa seconda edizione di "E´ qui la musica" vi è una esuberante rassegna che comprende una Mostra dello specialista e collezionista Davide Rebuffa, una Giornata internazionale di studi che coinvolge esperti di Italia, Spagna, Francia, Tunisia, Turchia e Australia, workshop e seminari, oltre naturalmente ai concerti. Tutto rigorosamente legato ai liuti e agli strumenti a pizzico del Mediterraneo antico e contemporaneo in posti di particolare bellezza come il Castello Angioino di Mola il 15, la chiesa di San Michele Arcangelo a Bari vecchia il 16 (aperta dopo gli scavi che hanno portato alla luce un monastero dell’undicesimo secolo) ed il Castello Svevo sempre a Bari il 17.
Dopo aver incontrato ancora suonatori di liuti, `ud e chitarre barocche, tra Bisanzio, Venezia, il Seicento italiano e l´Oriente, il Festival si conclude con un recital e masterclass del più grande liutista del mondo, l´americano Hopkinson Smith, docente della Schola Cantorum Basiliensis. Tornano per la quarta edizione i Corsi internazionali di musica antica, che affiancano al prestigio di Dan Laurin (flauti) le nuove presenze di Bruna Gondoni (danza) e Jean-Marc Aymes (clavicembalo).
Le collaborazioni internazionali, auspicate dal cofinanziamento europeo dell´Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia, sono in questa edizione numerose e di grande importanza: la Fondazione Marco Fodella per la musica antica di Milano, l´Alleance Française di Bari, la Società Italiana del Liuto e quella spagnola della Vihuela, il Corpus des Luthistes del Centre Etudes Supérieures de la Renaissance di Tours, lo Study Group Tablature dell´International Musicological Society, l´Ensemble Calixtinus, Centre de Musique Arabes et Mediterraneennes di Sidi Bou Said (Tunisi), Centro Musica Medievale Adolfo Broegg di Spello, Istituto Abruzzese per la Storia Musicale, e poi istituzioni emusicisti di Grecia, Turchia, Francia, Palestina, Tunisia, Spagna, Australia, Svizzera e Svezia. Un unico mare spumeggiante di suoni antichi per ricordarci che, come i liuti, siamo affratellati dal Mediterraneo. |