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IL MONDO DELLA COOPERAZIONE ESCLUSO DAL PROGRAMMA REGIONALE DI INCLUSIONE SOCIALE E LAVORATIVA

 

n relazione al seminario “Vale la pena lavorare” che ha avuto luogo ieri a Potenza inerente la presentazione delle “Linee di intervento per l’inclusione sociale e lavorativa” ed organizzato dalla Regione Basilicata, il presidente di Federsolidarietà-Confcooperative Basilicata, Giuseppe Bruno, denuncia lo scarso coinvolgimento dei soggetti operanti in regione nel settore della cooperazione sociale. “Le imprese della cooperazione sociale di tipo B” afferma Bruno “sono individuate nel documento programmatico della Regione Basilicata quale principale soggetto attuatore strategico. Ma a questa dichiarazione di intenti non ha fatto seguito un adeguato coinvolgimento degli stessi soggetti. Già a partire dal seminario svoltosi ieri in cui i rappresentanti della cooperazione sociale non sono stati nemmeno invitati al tavolo di discussione.

Lo stesso mancato coinvolgimento che si è registrato anche nella fase programmatoria, durante la stesura del documento di cui ieri si è discusso a Potenza. Un coinvolgimento che, se fosse avvenuto, avrebbe potuto arricchire il progetto di inclusione lavorativa e sociale della Regione Basilicata di un valido supporto di esperienze maturate sul campo dalle imprese della cooperazione. Purtroppo nel Mezzogiorno e nella nostra regione le politiche di inserimento lavorativo rappresentano una ‘sussidiarietà incompiuta’ prevalentemente per l’incapacità o la non volontà degli attori pubblici di prendere atto della reale portata dell’impatto di queste imprese all’interno delle politiche e delle attività finalizzate all’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate.

Basti ricordare il Piano Socio Assistenziale regionale che già prevedeva la riserva di una percentuale del 5% di commesse pubbliche da affidare alle cooperative di tipo B: si è rivelata una pratica mai attuata e che, certamente, avrebbe reso possibile, in questi anni, grandi progressi rispetto all’inclusione sociale. Se ciò fosse avvenuto avremmo evitato di essere il fanalino di coda rispetto alle altre regioni e città che hanno attuato la norma negli scritti e nella pratica”. Il sostegno e il rafforzamento delle cooperative sociali di inserimento lavorativo è un obiettivo qualificante di politiche di sviluppo lungimiranti perché queste imprese contribuiscono a garantire uno dei diritti fondamentali previsti dalla Costituzione italiana, il diritto al lavoro. “Certo le considerazioni qui esposte” conclude Bruno “devono avere una lettura costruttiva e di ripensamento delle politiche di inserimento a partire anche dalle occasioni di dibattito come quella di ieri dove il grande assente era proprio il mondo della cooperazione sociale, non invitato al tavolo e certamente non sostituibile o rappresentabile da altri”.


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