''Con il Forum nucleare italiano - ha detto Chicco Testa che ne e' stato nominato presidente - nasce anche in Italia uno spazio di informazione, dialogo e collaborazione che accompagnera' il Paese in un percorso cruciale per il proprio futuro energetico, tecnologico e di sviluppo''. Tre i principali obiettivi del Forum: contribuire alla ripresa del dibattito pubblico sullo sviluppo dell'energia nucleare in Italia; favorire la conoscenza dell'opzione nucleare; rappresentare un centro di divulgazione di una informazione tecnico-scientifica ''ampia, chiara, trasparente e accessibile''. Il Forum e' un'associazione no-profit promossa da importanti realta' del mondo industriale, accademico e sociale.
Ne sono fondatori: Alstom Power, Ansaldo Nucleare, Areva, Confindustria, E.on, Edf, Edison, Enel, Federprogetti, Flaei-Cisl, Gdf Suez, Politecnico di Milano, Sapienza-Universita' di Roma, Sogin, Stratinvest Energy, Techint, Technip, Tecnimont, Terna, Uilcem, Universita' di Genova, Universita' di Palermo, Universita' di Pisa, Westinghouse.
Da 20 anni nel nostro paese la possibilità di utilizzare l’energia nucleare è argomento quasi tabù. E’ ora invece di riaprire la discussione e, soprattutto, sviluppare l’informazione, anche in prospettiva di un prossimo ritorno dell’Italia all’energia da fissione. Il Forum Nucleare Italiano è un’associazione non profit che nasce dalla volontà di rappresentanti dell’industria e del mondo scientifico, convinti della rilevanza della scelta dell’opzione nucleare nel mix delle energie pulite e CO2 free. Alla stregua degli analoghi organismi attivi in altri paesi, dal Belgio alla Spagna, Svizzera, Germania, Usa, Svezia, il Forum Nucleare Italiano promuove la conoscenza su questa fonte e diffonde un’informazione trasparente, chiara ed equilibrata. Perché , ancorché sostenitori dell’energia nucleare, siamo pronti a riconoscere che, come tutte le altre fonti, il suo uso comporta dei problemi. Non insormontabili , ma gestibili, sui quali intendiamo riflettere e confrontarci. Con tutti: istituzioni, associazioni , sindacati, media, semplici cittadini. Per questo è necessario superare un dibattito schematico, spesso fondato su pregiudizi, e ragionare invece con evidenze scientifiche e dati oggettivi. E soprattutto confrontarci con quanto avviene nel resto del mondo. Chi conosce la mia storia, sa che ho una parte di responsabilità nell’abbandono italiano dell’energia nucleare. Se il mio giudizio oggi è diametralmente opposto alle mie posizioni all’epoca del referndum, le motivazioni che mi hanno portato a riconsiderare il nucleare sono ancora (e sempre) di natura ambientale. Perché se le rinnovabili avanzano , le fonti fossili non retrocedono anzi, continuano a rappresentare i tre quarti del totale fabbisogno energetico. Questo scenario, valido per il mondo, è ancora più accentuato da noi con tutte le sue negative conseguenze sull’ambiente, la salute, gli equilibri geopolitici , la sicurezza e la competitività. Il progetto del Forum è ambizioso, ma ci sentiamo in sintonia con il resto del mondo.
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