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IL PRESIDENTE NAPOLITANO ALL'INAUGURAZIONE DELL'ANNO ACCADEMICO DELL'UNIVERSITA' DI BARI

Il Presidente Giorgio Napolitano, questa mattina è intervenuto alla cerimonia d'inaugurazione dell'anno accademico 2009-2010 dell'Università degli studi di Bari con l'intitolazione dell'ateneo ad Aldo Moro. Nel pomeriggio, in forma privata all'Archivio di Stato, visiterà la mostra dell'arch. Massimo Napolitano, fratello del presidente, scomparso sei anni fa.

 

di Espedito Alfarano

foto di Viaggiareinpuglia.it

"Faccio appello alla consapevolezza che non dovrebbe ormai mancare tra le forze politiche e sociali della assoluta necessità di lavorare e di riformare, anche per l'Università, in un'ottica di lungo periodo e non sulla base di impostazioni contingenti, asfittiche, di corto respiro, cui corrispondano conflittualità deleterie".

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Così il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è intervenuto a Bari alla cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico 2009-2010 dell'Università degli Studi con l'intitolazione dell'Ateneo ad Aldo Moro. Il Presidente Napolitano, elogiando la scelta di intitolare ad Aldo Moro l'Ateneo barese, ha ricordato che "in lui cultura e politica si fondevano naturalmente, senza residui" e rilevato quanto disse lo statista nell'Assemblea costituente che: 'i principi dominanti della nostra civiltà e gli indirizzi supremi della nostra futura legislazione' andassero sanciti in norme costituzionali per 'sottrarle all'effimero gioco di semplici maggioranze parlamentari'.

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Il Capo dello Stato ha inoltre definito l'Assemblea Costituente una "splendida stagione per il nostro paese". Tempi in cui "una generazione giovane, ricca di interessi culturali e di idealità, faceva irruzione nella politica, prendeva posto nel Parlamento che rinasceva per stendere la Carta dei principi e delle regole della Repubblica Italiana". La necessità di procedere alle riforme è per il Presidente "particolarmente necessaria nel e per il Mezzogiorno, in questa parte del paese che l'Università di Bari ha servito e può ancor meglio servire, sviluppando le sue diverse vocazioni, umanistiche e scientifiche". Erano presenti i figli dello statista, Agnese e Giovanni. Moro il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, il sottosegretari Alfredo Mantovano e Giuseppe Pizza e di esponenti politici nazionali. Napolitano ha trascorso la notte ospite in Prefettura.

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Al suo arrivo al teatro Petruzzelli è stato accolto dal presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, dal presidente del consiglio regionale, Pietro Pepe, dal rettore dell'Università di Bari, Corrado Petrocelli, dal presidente della Provincia di Bari, Francesco Schittulli, e dal sindaco di Bari, Michele Emiliano. La cerimonia è inizieta con l'intervento del rettore Petrocelli, che poi ha poi consegnato a Napolitano il sigillo d'oro dell'ateneo con impresso il numero '1'. Quindi il discorso del presidente, che al termine del suo intervento ha salutato gli oltre 30 rettori universitari presenti. La cerimonia si è concluso con un concerto del Quartetto e Quintetto d'archi della Fondazione Petruzzelli. Lasciato il Petruzzelli, Napolitano pranzerà in Prefettura.

Nel pomeriggio, in forma privata all'Archivio di Stato, Napolitano visiterà la mostra 'Costruire il moderno - L'architettura di Vittorio Chiaia e Massimo Napolitanò, quest'ultimo fratello del presidente, scomparso sei anni fa.

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NAPOLITANO SCOPRE QUADRO RAFFIGURANTE MORO
Immediatamente dopo la cerimonia tenutasi nel Teatro Petruzzelli, il Presidente si è recato presso l'Ateneo Barese dove nella sala degli Affreschi dell’Università, ha scoperto un’opera pittorica raffigurante Aldo Moro che la Federazione dei centri studi intitolata allo statista pugliese ha donato all’ateneo barese.
L'opera è stata realizzata dall’artista Vito Stramaglia. Alla breve cerimonia era presente, fra gli altri, il rettore dell’Università, Corrado Petrocelli, mentre madrina è stata la figlia dello statista scomparso, Agnese Moro.
Napolitano ha poi lasciato l’ateneo dirigendosi in Prefettura dove ha pranzato prima di recarsi nel pomeriggio all’Archivio di Stato per visitare, in forma privata, una mostra di architettura dedicata al fratello Massimo, scomparso sei anni fa.

LE REAZIONI

IL RETTORE: MORO UNA FIGURA LEGATA A VITA AL NOSTRO ATENEO
«Permettetemi di ringraziare Vincenza, la studentessa che, prenotandosi per partecipare alla manifestazione, si è definita, con grande senso di appartenenza "componente della comunità universitaria". Il mio distacco dall'università di Bari è stato un distacco involontario: io lego completamente la mia vita alla vita di questa università». La frase, citata oggi dal rettore dell’ateneo barese, Corrado Petrocelli, fu pronunciata da Aldo Moro nel 1975 quando l’università, dove lo statista si era laureato e aveva insegnato, gli donò il sigillo d’oro. Nello spiegare le ragioni della intitolazione a Moro dell’Università (che anche se solo formalmente fino all’anno scorso era ancora intestata a Benito Mussolini), Petrocelli ha parlato dell’idea che lo statista salentino coltivò dell’università, come “ponte”. «Il ponte serve a superare gli ostacoli – ha detto – a rendere percorribile il cammino pieno di ostacoli ma anche unisce, avvicina, accorcia le distanze, rende possibile l’incontro” “A questo si pensava negli anni della ricostruzione e dello sviluppo – ha detto ancora – a questo dobbiamo pensare e guardare oggi, orgogliosi della nostra tradizione: noi da oggi Università degli studi Aldo Moro, un ponte verso la vita».

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IL PRESINDENTE DELLA REGIONE PUGLIA NICHI VENDOLA: RESTITUITO VALORE AGLI ATENEI DEL SUD
Per il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, la cerimonia d’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Bari e l’intitolazione dell’ateneo ad Aldo Moro, presente il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, rappresentano «la restituzione dell’onore agli atenei del Sud». «Ci sono due ragioni – ha detto Vendola ai giornalisti – che rendono questa giornata emozionante. La prima è la presenza del presidente della Repubblica che entra nel nostro territorio accademico. Le Università del Sud, il mondo intellettuale e della ricerca, nel Mezzogiorno d’Italia non possono essere guardati con sguardo stereotipato come si è fatto ultimamente. E' un po' la restituzione dell’onore agli atenei del Sud». La seconda ragione, per Vendola, è l’intitolazione dell’ateneo ad Aldo Moro. Vendola lo ha definito «uno dei protagonisti fondamentali della vita democratica, uno dei testimoni di un tempo inquieto, uno dei martiri della storia repubblicana, ma anche uno dei maestri della democrazia come pazienza del dialogo, della tessitura, come accoglienza, come mitezza»

I COMMENTI FUORI DAL CORO

LINK - udubari, Collettivo di lettere e filosofia e Medico.

Esprimiamo profonda sorpresa e preoccupazione per il discorso del Presidente della Repubblica che ha avuto parole di apprezzamento per la riforma universitaria del Ministro Gelmini. Si tratta di una riforma che mira a smantellare l'Università pubblica, abolendo ciò che ne fa un bene comune. Si tratta di una riforma che trasforma radicalmente il senso dell'Università sancito dalla Costituzione di cui il Presidente della Repubblica è garante. La Costituzione sancisce il Diritto allo studio, quello stesso diritto ad accedere ai saperi che i tagli, la dismissione dei servizi e il possibile aumento delle tasse stanno per negare.

Allo stesso tempo non possiamo non constatare come i Rettori Italiani abbiano assunto una posizione molto più morbida rispetto al passato. Negli anni trascorsi, nonostante la situazione fosse molto meno grave rispetto ad ora, i Rettori hanno anche minacciato le dimissioni in passato, oggi sembrano limitarsi a dichiarazioni preoccupate, nonostante buchi di oltre 60.000.000 €

E questo accade anche oggi; Napolitano parla dell'importanza dell'Università, i professori applaudono e intanto sappiamo tutti/e di un buco di 60 milioni di euro, destinati ad aumentare, che pende sulla testa di noi studenti.
Perchè Napolitano, il Magnifico rettore, gli organismi dell'Università non spiegano a tutti/e come sia stato creato questo incredibile deficit? Perchè non ci spiegano come intendono risolvere il problema? Noi proviamo ad immaginare (e del resto questa storia si ripete sempre uguale): aumento delle tasse a cui corrisponderà una drastica riduzione dei servizi; questa perversa equazione che si ripete da vent'anni e che ha permesso a generazione di baroni di lavorare mentre gli studenti vedevano peggiorare la propria situazione anche sotto attacco di governi centrali e locali e di potentati economici, rischia di essere l'atto di smantellamento finale dell'Università degli Studi di Bari.

Segretario Provinciale del PRC

A Rosarno migliaia di persone hanno vissuto da schiavi, sono state aggredite violentemente dalla popolazione, deportate nei CIE -lager dislocati in tutto il territorio nazionale- per essere espulsi e rispediti nella miseria dei loro paesi d'origine: in ampie zone del sud-Italia immigrati vivono ridotti in schiavitù, sfruttati dalle mafie e dagli imprenditori, colpevolmente e coscientemente ignorati dallo Stato, mentre i ministri del governo incitano all'odio razziale. A Rosarno ha avuto luogo una nuova rivolta degli schiavi, ancora una volta la loro rivolta viene repressa e punita in maniera violenta ed esemplare.

In Italia l'istruzione non è accessibile a tutti: da anni l'università pubblica subisce duri attacchi volti alla sua destrutturazione e privatizzazione, le politiche per il diritto allo studio sono assolutamente carenti e inefficaci, i saperi sono prerogativa di chi ha il denaro per acquistarli. Tutto questo nel completo sprezzo del principio costituzionale dell'accessibilità all'istruzione a prescindere dalle proprie capacità economiche.

Il neoliberismo sferra un attacco a tutto campo e di una violenza senza precedenti nei confronti delle classi subalterne, da un lato facendo della fascia più debole della popolazione beste da soma pagate giusto il necessario per farle sopravvivere e lavorare, dall'altro impedendo il libero accesso all'istruzione, in maniera tale da inibire l'autocoscienza e ridurre in ultima analisi, ampie fascee della popolazione in schiavitù

il governo ha scelto la strada della gestione autoritaria della frammentazione sociale. Una sola strada è percorribile per resistere a questo violento attacco: unire le lotte.
Per questi motivi, in occasione della visita odierna del presidente della repubblica Napolitano, abbiamo organizzato e sostenuto il presidio a Piazza San Ferdinando distribuendo le arance insanguinate di Rosarno e protestato contro i tagli all'istruzione e all'università voluti dal governo Berlusconi. Chiediamo al presidente della Repubblica che sia sulle questioni di Rosarno, denuncia dei caporali e il ruolo della n'drangheta, si vada sino in fondo eliminando totalmente la schiavitù in agricoltura.


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