L’evento, presentato presso lo stabilimento Patfrut di Budrio (BO), è stato aperto da Frank Terhorst, amministratore delegato Bayer CropScience. Sono intervenuti Paolo Bruni, presidente del COGECA, Tiberio Rabboni, Assessore all'Agricoltura della Regione Emilia Romagna, Angelo Barbieri, Direttore Generale Consorzio Agrario Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma. A seguire gli approfondimenti saranno trattati, attraverso la testimonianza di alcuni dei centoquattro autori che hanno contribuito alla realizzazione del volume e capitanati da Renzo Angelini, ideatore e coordinatore dell’intera collana. La patata è originaria del Centro Sud America ed in particolare del Perù e del Cile.
La sua domesticazione, opera delle popolazioni andine, ha un’origine molto antica risalendo a più di settemila anni fa. Nel corso del tempo sono state selezionate numerose varietà adattate a tutti i climi e alle condizioni di giorno breve delle regioni equatoriali e alle condizioni di giorno lungo a seguito della sua introduzione in Europa, avvenuta nella seconda metà del XVI Secolo. Lentamente, nel corso del Seicento, questa coltura cominciò a diffondersi in Inghilterra, in Irlanda e nel resto del Mondo come è testimoniato anche dai capitoli specifici riportati nel volume. In Italia la patata fu introdotta dai frati carmelitani e ben presto sostituì anche i cereali, grazie alle sue proprietà nutrizionali, alla sua versatilità agronomica e soprattutto alla maggiore resa produttiva divenendo quindi la fonte di sostentamento principale per le popolazioni rurali.
Attualmente la patata è la quarta coltura al mondo per estensione dopo grano, riso e mais e rappresenta ancora una specie molto importante per l’alimentazione umana. La sua immagine di “cibo dei poveri” è andata cambiando ed oggi è stata profondamente rivalutata, essendo la patata un alimento a basso contenuto calorico, ricco di carboidrati, privo di grassi e colesterolo, e con un buon apporto di fibre, vitamine essenziali e minerali. La patata diventa la straordinaria interprete dei prosceni più disparati: dal cinema, al fumetto, alla moda, alla fotografia, dall’arte figurativa, al costume, alla letteratura, alle disquisizioni linguistiche e glottologiche, dall’umoroso patrimonio aforismatico al mondo virtuale di internet, dagli atlanti botanici agli antichi trattati di farmacopea, dalla “patatomania” degli americani e in particolare degli abitanti di New York, la città che consuma più patate nel globo, al “pataturismo”, alla patata nello spazio.
Senza dimenticare gli aspetti più pratici, di più immediata “applicazione”, quelli legati all’utilizzo della patata in cucina che trovano il loro giusto spazio: dalle prime ricette sette-ottocentesche e poi novecentesche dei piatti a base del versatile tubero a quelle scaturite attraverso l’interpretazione e la fantasia culinarie di una nutrita pattuglia di grandi chef italiani contemporanei dalle Alpi alla Sicilia. Mai alla patata sono state dedicate tante ricette in un libro, e mai così differenti perché rispecchiamo la realtà alimentare dell’intera Penisola.
Quindi non soltanto un libro di informazione e aggiornamento per gli addetti ai lavori, ma anche di acculturazione e di piacevole consultazione e assimilazione per una vasta platea di lettori. Un libro da mettere in pratica, da leggere come un romanzo antologico e anche da gustare, almeno con l’immaginazione in attesa di prenderlo accanto ai fornelli per cimentarsi nelle specialità proposte. |