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IL WWF CONTINUA A BATTERSI AFFINCHE' L'ACQUA SIA DISPONIBILE PER TUTTI

 

Milano - Alla vigilia della giornata mondiale dell’acqua l’appello del WWF affinché questa risorsa resti disponibile per la collettività e il suo utilizzo venga ottimizzato, con beneficio soprattutto per i paesi in via di sviluppo. Il WWF inoltre ha promosso insieme alle altre sigle associative il referendum acqua perché ritiene che la gestione dell’acqua affidata al mercato e alla ricerca del profitto rischia di diminuire la disponibilità di questa risorsa per la collettività. Il WWF è stato protagonista, all’interno dell’ampio Movimento dei Forum dell’acqua, della raccolta delle firme per i referendum contro la privatizzazione dell’acqua. Una raccolta che si è tradotta in un risultato eccezionale, mai raggiunto prima: sono stati oltre 1.400.000 gli italiani e le italiane che hanno firmato grazie all’impegno di migliaia di volontari che hanno organizzato banchetti, iniziative e dibattiti in tutti i Comuni d’Italia.

Associazioni, sindacati, diocesi, centri sociali, comitati locali, amministrazioni comunali, si sono mobilitati come mai era accaduto in passato. Di acqua si parla anche nel volume State of the World 2011 “Nutrire il pianeta” del Worldwatch Institute di cui domani, a Roma, verrà presentata l’edizione italiana curata dal WWF Italia per Edizioni Ambiente: tra i tanti argomenti vengono illustrate anche una serie di innovazioni facilmente applicabili e a basso costo che consentirebbero agli agricoltori africani, ma anche a quelli del resto del mondo, di sfruttare al meglio la risorsa idrica, favorendo la produttività agricola e migliorando redditi e qualità della vita. L’Africa infatti è una terra ricca di acqua, ma non facilmente accessibile per l’irrigazione convenzionale. Solo il 20% della pioggia alimenta fiumi, torrenti e falde acquifere, mentre l’altro 80% evapora o viene rilasciato dalle piante di nuovo nell’atmosfera.

E solo il 4% della terra coltivata in Africa sub-sahariana è attrezzata per l’irrigazione, rispetto al 37% in Asia e al 18% nel resto del mondo. Ma attraverso metodi che vanno da semplici tecniche di raccolta tramite bacini artificiali o pozzi, a una gestione delle coltivazioni secondo i cicli dell’acqua che coinvolge le comunità locali in una gestione collettiva, sostenibile ed equa, si stanno già ottenendo notevoli risultati in molti dei Paesi africani più poveri, come Bangladesh, Kenya e Ruanda, con un aumento della resa dei campi fino al 100-120%, nel pieno rispetto dei suoli e degli equilibri ambientali. Il volume verrà presentato a Roma, domani 22 marzo dalle 9.30 presso la LUISS Guido Carli (Viale Romania 32), un evento organizzato dal WWF Italia in collaborazione con il Barilla Center for Food & Nutrition.


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