Lo svuotamento del Cara di Bari ci offre uno spunto di riflessione. Ricostruiamo le vicende: un gruppo di persone straniere viene aggredito a colpi di proiettili di plastica, nasce una mobilitazione dei migranti di Rosarno; da questo viene fuori una protesta che sfocia nella guerriglia urbana e nello scontro diretto fra migranti e “popolazione” rosarnese . Il clima diventa incandescente e il Governo decide di svuotare Rosarno dai migranti. Maroni dichiara in parlamento che gli spostamenti sono stati fatti con il consenso delle persone. Ci sorge qualche dubbio che fra coloro che sono stati rinchiusi poi nel CIE ci fosse qualcuno che ne avesse fatto richiesta. I migranti vengono divisi fra Bari e Crotone per i CARA e fra Lamezia Terme, Crotone e Ponte Galeria per i CIE.
A Rosarno vengono arrestate 3 persone per gli scontri. Una di esse è figlio del boss della ndrangheta locale. Questa breve ricostruzione ci serve per dire che sia le persone portate nei Cara sia quelle portate nei CIE potevano essere testimoni importanti per descr ivere e raccontare delle gravi forme di sfruttamento lavorativo e le persone vittime di questi reati avrebbero potuto usufruire delle norme per la protezione sociale ( ex art.18 T.U.). Oltre, naturalmente, a capire quali attività svolge la ndrangheta in questi processi economici. Noi riteniamo che sia stata una colpevole negligenza non aver utilizzato questa opportunità , cioè investigare sui processi di sfruttamento lavorativo nelle campagne calabresi , a partire dalle persone che ne sono state coinvolte .
La fretta con la quale Maroni ha voluto liquidare la vicenda a noi pare possa andare verso un aiuto inconsapevole alle organizzazioni criminali. L'aver agevolato l'uscita dai Cara, se in prima battuta poteva sembrare una scelta umanitaria , in realtà ha mostrato l'atteggiamento pilatesco e di disinteresse delle vittime dei reati quando esse sono ceti popolari e non classe politica. Ora la società civile dovrà fare il compito che avrebbero dovuto fare le istituzione su indirizzo del Ministro: ricostruire le storie di queste persone e presentare denunce. Siamo convinti che in tutto ciò vi siano gli estremi per le dimissioni del Ministro. Non per motivi banalmente ideologici, ma per manifesta incapacità a svolgere un ruolo così delicato e di rilevanza sociale. |