E’ stato inaugurato il 29 gennaio l’anno giudiziario presso la Corte d’Appello di Bari nell’aula magna al terzo piano del palazzo di giustizia in piazza De Nicola. Alla presenza delle massime autorità civili, militari e religiose il presidente Vito Marino Caferra ha tenuto la relazione sull’amministrazione della giustizia nei tribunali del distretto comprendenti Bari, Foggia, Lucera e Trani. La cerimonia dell’inaugurazione dell’anno giudiziario costituisce un momento di riflessione sui temi della giustizia. E’ l’occasione di un confronto tra magistrati, avvocati ed esponenti delle istituzioni, anche con la partecipazione della società civile. A tal fine la relazione ha la funzione di dare conto dell’attività svolta nel periodo di riferimento soffermandosi anche sulle cause che possono avere determinato le più rilevanti disfunzioni, sui possibili rimedi praticabili anche in sede organizzativa, nonché sui concreti o prevedibili effetti delle più recenti riforme legislative, così dialogando idealmente con gli altri organi istituzionali e con tutti gli operatori del diritto.
“E tutto ciò – ha detto il presidente Caferra – per l’evidente ragione che i temi della giustizia evocano impegno e responsabilità di molti ed ovviamente coinvolgono tutti i cittadini, in quanto il processo è un prodotto collettivo, che impegna non soltanto lo Stato-Apparato, ma l’intero Stato-Comunità”. Secondo l’ordinamento vigente è l’assemblea generale la sede propria in cui ogni anno l’amministrazione della giustizia si rende visibile ai cittadini con le sue ragioni ed i suoi problemi e si confronta in pubblico con le altre istituzioni. L’ordinamento non conosce forme di comunicazione di pari rilievo e solennità ed anzi vieta ai magistrati iniziative estemporanee di comunicazione e forme di protagonismo, che possono creare solo confusione nell’opinione pubblica. Nella relazione tenuta dal Presidente della Corte d’Appello di Bari il punto di osservazione si fonda sulla centralità che nei vari procedimenti va riconosciuta alla fase del giudizio: è, infatti, evidente che la credibilità e l’utilità sociale dell’Amministrazione della giustizia si misura sui tempi ragionevoli e sull’esito dei vari procedimenti e, in definitiva, come vuole l’art. 111 della Costituzione, sulla qualità delle decisioni adottate da un giudice terzo ed imparziale secondo le regole del giusto processo.
Non sono mancati gli accenni ai problemi endemici della giustizia quali la lunghezza dei processi, la penalizzazione dei procedimenti che potrebbero invece essere civili o amministrativi, la duplicazione dei giudizi contabili e disciplinari dopo quello penale e la difficile condizione carceraria. Marco Guida, presidente della giunta distrettuale dell’Associazione Nazionale Magistrati di Bari, ha toccato, nel suo intervento le questioni quali le vacanze organiche dei magistrati e l’edilizia giudiziaria. L’edilizia nel Distretto della Corte d’Appello di Bari non ha ancora trovato una soluzione ragionevole. Nelle sedi circondariali, gli uffici giudiziari sono ubicati in 12 edifici: 4 a Bari (oltre l’aula protetta di Bitonto), 2 a Foggia, 2 a Lucera e 4 a Trani. In mancanza di idonee strutture la palestra dell’istituto penitenziario di Trani è stata adattata in via provvisoria ad aula bunker. Le 18 sezioni distaccate di tribunale ed i 37 uffici del giudice di pace sono in 7 sedi allocati in edifici distinti. Complessivamente nel distretto ci sono 52 palazzi di giustizia per 37 sedi.
Alfredo Mantovano, sottosegretario agl’Interni, ha lodato il lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine baresi ed ha parlato di “modello Bari”, che dopo il “modello Caserta”. ha saputo dimostrarsi efficace nella lotta alla criminalità per i continui contatti con i vertici nazionali e quelli locali delle forze di polizia, i magistrati e le istituzioni sul territorio. Infine, sono stati annunciati concorsi per ripianare l’organico dei magistrati, del personale amministrativo e del Corpo della Polizia Penitenziaria.
Vincenzo Legrottaglie
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