BARI, 28 giugno 2010 - Accordi strategici con colossi delle comunicazioni; trasferimento tecnologico, prodotti e servizi innovativi alle imprese; nuovi progetti di sviluppo: tutto all’insegna dell’innovazione tecnologica e della ricerca industriale made in Puglia. E’ il quadro emerso dall’assemblea dei soci Daisy-Net, il Centro di competenze pugliese per l’Ict (Information and Communication Tecnology) nato l’anno scorso con sede operativa a Tecnopolis, che riunisce tutte le Università pubbliche della regione, ossia Politecnico di Bari, Università di Bari, Università di Foggia e Università del Salento, e ormai ben 46 imprese pugliesi di settore (in origine erano 32). Nell’aula magna dell’Ateneo barese il presidente di Daisy-Net (acronimo di Driving Advances of Ict in South Italy - Net), il docente universitario Giuseppe Visaggio, ha illustrato le novità. Molte, e strategiche, per le piccole e medie imprese pugliesi, socie e no.
A cominciare dall’accordo con Telecom, che dà tre vantaggi: i prodotti dei soci Daisy entrano nel listino Telecom e quindi in tutti i suoi mercati, nazionali ed esteri; per entrarvi, acquisiscono anche una certificazione rilasciata da Daisy-Net tramite le Università, o ricevono gli input per accedervi, legati al trasferimento tecnologico; infine, per le imprese, la possibilità di gestire le proprie comunicazioni a costi moderati, e housing dei calcolatori coi livelli di sicurezza Telecom. Accordo che segue l’altro siglato di recente con IBM per il Remote Data Protection, servizio on demand di protezione dei dati da remoto che - fornendo il supporto hardware, software e operativo - consente salvataggio e ripristino di quanto gestito online, proteggendo in tempi più rapidi e con maggiore facilità.
E ancora, Daisy-Net implementa il Cloud computing, servizio innovativo - tra i protagonisti del boom economico cinese - per la diffusione di piattaforme e applicazioni a piccole imprese: permette risparmi aziendali ampliando le risorse informatiche senza investire, ma pagandone solo l’uso, grazie al calcolatore di Daisy posto in rete con quelli di soci e centri di ricerca. Dopo essere stato uno dei pionieri del cloud, ora, grazie all’investimento di cinque imprese socie, Daisy lo coniuga all’innovativo strumento del Contratto di Rete, nuova figura giuridica (di cui tanto si sta parlando, anche in Confindustria) applicabile in ambiti sperimentali per ampliare le economie di scala.
“Ed è emblematico che in un momento di grande crisi degli investimenti - sottolinea Visaggio, - in Puglia ci siano aziende che investono con Daisy-Net per iniziative ad alto tasso di innovazione. Le iniziative integrate in una strategia di sviluppo avranno ricadute su imprese e Università, e punteranno, con la collaborazione di tutti i soci di Daisy, ad un fatturato di 5 milioni di euro, per l’anno prossimo. Ipotizzando un margine medio del dieci per cento, circa 500.000 euro saranno destinati, da statuto a reinvestimenti per l’innovazione nelle imprese socie, chiudendo un circolo virtuoso”.
Annunciato infine l’avvio di un grande progetto da 8,2 milioni di euro, finanziato dal Ministero per lo Sviluppo Economico nell’ambito delle azioni di sostegno del Made in Italy, per il 48% (percentuale altissima, soprattutto nel campo dei servizi, a riprova della riconosciuta credibilità del Centro) e per il resto dalla stessa Daisy. Si chiama Login e riguarda la logistica integrata: non solo trasporti, ma tutti i segmenti di qualsiasi filiera, dall’acquisizione delle materie prime al packaging, dal magazzino ai mercati di trasformazione, anche con l’eventuale ricorso ad un altro Contratto di Rete per costituire il soggetto che industrializzerà i risultati del progetto di ricerca. |