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INTERVISTA AL PRESIDENTE ON. PAOLO DE CASTRO

Intervista esclusiva all'On. Paolo De Castro. A due settimane dalle regionali dentro il PD ancora si discute se sia stata una vittoria o una sconfitta. Ne parliamo con l'On. De Castro che gentilmente ci ha rilasciato questa intervista.

 

1)Presidente De Castro a due settimane dalle regionali dentro il PD ancora si discute se sia stata una vittoria o una sconfitta, di chi sia il merito o di chi sia la colpa. Un suo giudizio? Nello specifico sul risultato della Puglia che non solo si discosta dal trend delle varie regioni, ma che la tocca più da vicino.

È indubbio che il Partito Democratico non é stato il vincitore delle ultime elezioni regionali. Credo tuttavia che non si possa parlare neanche di una sconfitta schiacciante. Rispetto alle ultime tornate elettorali, l'analisi del voto ha messo in evidenza una perdita di consenso nei confronti del PDL che ha determinato una considerevole riduzione del divario tra le due coalizioni politiche del paese. È invece vero e indiscutibile che il principale vincitore delle elezioni regionali sia stato la Lega Nord. Ciò comporta un netto cambio di equilibrio all’interno della maggioranza con un rafforzamento del partito del “Nord” e le recenti vicende della bozza Calderoni sul federalismo fiscali ne sono testimonianza. Un rafforzamento tutto a svantaggio del mezzogiorno e quindi anche della Puglia, dove il Partito Democratico, che ha sostenuto la coalizione Vendola, si è ben difeso riuscendo a portare in consiglio regionale 23 consiglieri su 46 eletti nelle liste del centro-sinistra..

2)Cosa manca ancora oggi al centro-sinistra e al Pd per poter fronteggiare il centro-destra e tornare a governare il paese?

Dobbiamo unire i nostri sforzi e lavorare tutti insieme alla costruzione di un’alternativa valida e più credibile del Governo Berlusconi. Dobbiamo radicare di più il partito concentrandoci sulle cose da fare per venire incontro alle reali esigenze delle imprese, delle famiglie, dei giovani e del lavoro. Inoltre credo sia opportuno puntare decisamente al partito degli astenuti che, secondo i dati delle ultime elezioni, rappresenta il secondo partito in Italia. Un partito, tra l'altro, non di centro destra proprio perché non ha votato la maggioranza di Governo. Abbiamo davanti a noi tre anni di lavoro, rimbocchiamoci le maniche evitando inutili divisioni interne.

3)Ci si può fidare, secondo lei, dell’invito della maggioranza nei confronti del centro-sinistra, di non tenersi lontani dalle nuove riforme?

Abbiamo il compito di essere una forza di opposizione responsabile e costruttiva. Aspettiamo con ansia le riforme ma, al momento, nessuno della maggioranza ci ha mai invitati a sederci al tavolo. Il nostro dovrà essere un atteggiamento costruttivo. Ci aspettiamo dal centro destra un approccio identico anche se, fino ad adesso, abbiamo nostro malgrado registrato soltanto provvedimenti approvati a colpi di maggioranza, con le forze di opposizione relegate ad un ruolo di semplici spettatori. Provvedimenti, tra l’altro, rivolti più ad interessi di singoli che alle vere esigenze delle imprese e del lavoro. Si pensi all’agricoltura, nel nostro Paese non è stato approvato nessun provvedimento contro la crisi di settore, mentre i più importanti paesi dell’Europa hanno adottato misure straordinarie e stanziato risorse per sostenere gli agricoltori.

4)Berlusconi e Fini ricominciano a parlare due lingue diverse sul tema del Presidenzialismo. Lei come si pone nei confronti di questa proposta di riforma elettorale?

A mio personale giudizio, penso che il Nostro Paese dovrebbe adottare un modello elettorale di tipo proporzionale, alla Tedesca con uno sbarramento del 5%. Credo che questa dovrebbe essere la prima opzione in quanto garantirebbe semplificazione e al tempo stesso stabilità. Eventualmente un’altra opzione potrebbe essere il semi presidenzialismo, ma non con il turno unico.

5)Zaia, prima poco incline verso il Colle, ora incoronato governatore del Veneto, stringe la mano a Napolitano ed il Ministero dell'Agricolutura passa di mano a Galan. Che giudizio da di questa operazione?

Non voglio esprimere giudizi in merito all’operazione anche perché ,ad oggi, non c’è stato nessun passaggio di consegne. La speranza però è che chi succederà al Ministro Zaia faccia davvero il Ministro dell’agricoltura italiana e non il candidato governatore della regione Veneto. La nostra, è un’agricoltura che più di quella di altri paesi sta soffrendo gli effetti della crisi in quanto più debole per una serie di fattori di arretratezza. Sono urgenti interenti e misure nazionali per daqre risposte concrete ai nostri agricoltori sempre più in sofferenza.

6)Qual'è il suo punto di vista rispetto all'alleanza Berlusconi – Sarkosy sul nucleare? Il nostro paese ha bisogno ancora oggi, nel 2010, di questo tipo di energia? LA SCELTA DI ABBANDONARE IL NUCLEARE FU SBAGLIATA….


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