
Con il perfezionamento della fusione, Veneto Banca Holding sarà titolare di circa il 50,6% del capitale sociale di bancApulia, e ne acquisirà il controllo; Finanziaria Capitanata, attuale azionista di riferimento di bancApulia, manterrà inalterato il suo investimento nel capitale dell’Istituto.Tale risultato sarà ottenuto anche mediante un aumento di capitale di Banca Meridiana per complessivi euro 93 milioni che precederà la fusione. Grazie all’incorporazione di Banca Meridiana, bancApulia disporrà di una rete di 103 filiali, 16 punti vendita Apulia puntofinanziario – rete promotori finanziari, 19 punti vendita Apulia prontomutuo – rete mediatori creditizi, oltre 400 sportelli bancomat, mezzi amministrati per oltre 11 miliardi di euro e circa 1.000 dipendenti. La nuova dimensione ed il rafforzamento patrimoniale farà sì che l’Istituto si confermi come un importante punto di riferimento nei territori presidiati. Il progetto di fusione a breve sarà depositato presso le sedi delle società interessate ed iscritto presso le competenti sedi del registro delle imprese. Le Assemblee dei soci delle due banche saranno chiamate a deliberare l’operazione di fusione nel prossimo mese di dicembre.
Per meglio capire i retroscena dell’operazione abbiamo sentito il direttore Giulio Simonelli, DG di bancApulia. Direttore è arrivata l’autorizzazione di Banca d’Italia alla fusione di incorporazione di Banca Meridiana in bancApulia e successivo ingresso di quest’ultima nel gruppo Veneto Banca. Cosa significa? Come cambia la strategia di bancApulia? Si tratta di un passo importante. Accrescere e consolidare il ruolo di banca di riferimento nelle regioni in cui opera, con la flessibilità tipica di una banca attenta al territorio è la mission chiara ed eloquente che distingue ogni passo di bancApulia, e che trova totalmente riscontro anche nelle linee strategiche del Gruppo Veneto Banca. La fusione per incorporazione di Banca Meridiana in bancApulia permetterà dunque di continuare a raccogliere e valutare concretamente ogni istanza proveniente dalla rete e dalla clientela, con una struttura rafforzata che potrà contare su circa 1000 dipendenti e 103 filiali. Quali sono i prossimi passi? Cosa cambierà sul territorio? Entro dicembre le assemblee dei soci delle due banche saranno chiamate a deliberare su questa operazione. Operativamente è previsto che la sede legale della banca resti a San Severo, mentre la direzione generale si sposterà a Bari. Questo però non cambierà la particolare attenzione che da sempre bancApulia ha nei confronti di San Severo e della Capitanata più in generale. Ad esempio anche per quest’anno sono state confermate tutte le iniziative culturali supportate dalla Banca nella provincia, non ultimo la sponsorizzazione della quinta edizione del master in management bancario presso l’Università di Foggia. Sul territorio quest’operazione non farà che rafforzare la presenza delle banca in Puglia, con il completamente del presidio del territorio, e in Basilicata, dove già abbiamo una quota di mercato di circa il 12%, inoltre nel piano industriale è prevista una crescita importante in Abruzzo e in Campania, oltre a mantenere un forte presidio nelle Marche. In linea generale, secondo lei, quali sono le peculiari caratteristiche socioeconomiche del Mezzogiorno e della Puglia e come queste si riflettono sul modello creditizio e sul rapporto di questo con il tessuto produttivo ed imprenditoriale?
Il tessuto imprenditoriale e produttivo dell’economia del Sud, e della Puglia nello specifico, conserva e potenzia i propri fattori critici di successo in contesti quali i servizi turistici, i beni culturali, l’agricoltura innovativa, nonché nello sviluppo delle fonti di energia rinnovabile. Naturalmente, come ogni evoluzione, deve essere curata e sorretta in particolare attraverso il completamento delle infrastrutture, per renderle adeguate e di livello ottimale. Per quanto riguarda il modello creditizio, il rapporto con il tessuto produttivo ed imprenditoriale non si distingue rispetto a quanto avviene in altre regioni italiane, quello che è certo è che la forza dell’Italia sta nelle PMI e nelle piccole ma dinamiche e innovative realtà locali. Pertanto pensiamo che per aiutare la Puglia nel suo sviluppo sia fondamentale operare come banca del territorio attenta alle specifiche esigenze degli imprenditori, questo più che mai in questo particolar momento dell’economia globale, incentivando l’imprenditoria locale anche in vista della ripresa economica che si prospetta nei prossimi mesi. Le banche hanno un ruolo fondamentale nello sviluppo del territorio ed il successo di bancApulia deriva dalla sua conoscenza del territorio che le permette di valutare al meglio le potenzialità, i rischi, e le negatività che l’agire su uno specifico territorio possano comportare. Inoltre sono convinto che sia necessario investire sulle giovani professionalità locali, e sul mantenimento del know how interno alle banche, per contribuire a troncare un circolo vizioso caratterizzato, purtroppo, da una migrazione continua di intelligenze e di professionalità dal Mezzogiorno.
|