BARI - Anche la Puglia si dota del suo Centro di Competenze nel settore dell’Information and Communication Tecnology (Ict): si chiama Daisy-Net, società consortile a cui partecipano le Università di Bari, Foggia e del Salento, il Politecnico di Bari e già 32 aziende locali - ma il numero è destinato a crescere - grandi, medie e piccole. Ha sede a Tecnopolis, e per obiettivo fornire risposte concrete e rapide al bisogno di innovazione delle imprese del territorio.
Il centro è stato ufficialmente tenuto a battesimo l’altra mattina nell’Aula Magna dell’Ateneo barese con il convegno “Nasce Daisy-Net, un valore aggiunto per il territorio”. “Daisy-Net – ha spiegato il suo presidente Giuseppe Visaggio, che presiede anche il corso di Informatica e Tecnologie per la Produzione del Software all’Università di Bari – quale polo di innovazione è laboratorio pubblico-privato attivo anche nei Distretti produttivi. Il nostro valore aggiunto è trovare per le imprese il giusto modello di business, anche trasformando i problemi ambientali, sociali ed industriali in nuove opportunità, nonché le relative tecnologie idonee a perseguirlo. Attività che verrebbero implementate più rapidamente se finanziate anche dalla Regione e dalle istituzioni del territorio”.
Dei sei centri nati al Sud, organizzati su basi regionali, Daisy-Net (acronimo di Driving Advances of Ict in South Italy - Net, http://daisy-net.com) è l’unico in Puglia nel settore dell’Ict. Il Ministero dell'Università e della Ricerca, infatti, su indicazione Ue nel 2006 ha voluto la realizzazione dei Centri di Competenza come un tipo di Polo di Innovazione. Quello Ict-Sud si compone di cinque nodi, nelle regioni dell'obiettivo 1: Calabria (capofila), Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia. Il nodo pugliese si avvale di un finanziamento di 1,2 milioni, di cui 800mila ministeriali e circa 400mila investiti dalla compagine sociale, dagli Atenei alle imprese. Che dunque investono direttamente, e insieme. Per il rettore dell’Università di Bari Corrado Petrocelli “l’Università di Bari dal 1969, con la partecipazione all’iniziativa della costituzione del consorzio CSATA, ai giorni nostri con l’adesione a progetti pubblico-privato finalizzati alla costituzione di centri di eccellenza, distretti tecnologici e centri di competenza, ha sempre contribuito alla promozione e diffusione di modelli di innovazione e trasferimento tecnologico”.
Sulla scia, il presidente Confindustria Puglia Nicola De Bartolomeo: “Il progetto ha valenza strategica perché raggruppa e cerca di dare una voce univoca alle aziende che producono o richiedono servizi di innovazione e comunicazione tecnologica, professionale, manageriale e organizzativa e alle Università pubbliche pugliesi, mirando a valorizzare l’intero settore per renderlo un effettivo fattore trainante di sviluppo economico e di modernizzazione della regione”. “E la Regione Puglia - ha dichiarato il suo assessore alla Trasparenza Guglielmo Minervini - è pronta a incrociare Daisy-Net nelle sue scelte di programmazione, visto l’intento condiviso di innalzare la capacità di far sistema del territorio attraverso l’innovazione”. Visioni comuni, del resto, sottese dagli altri intervenuti: il presidente di Ict-Sud Domenico Saccà, il presidente Terziario Avanzato Confindustria Bari Domenico Favuzzi, l’assessore regionale alla Trasparenza Guglielmo Minervini, l’assessore all’Informatizzazione del Comune di Bari Annabella De Gennaro, il presidente regionale Confcooperative Giacomo Ruggeri, l’eurodeputato Salvatore Tatarella, il presidente del Distretto Produttivo di Informatica Gianni Sebastiano, il direttore generale Innova Puglia Francesco Saponaro, l’IT manager IBM Antonio Taurisano, i rettori del Politecnico e degli Atenei di Foggia e del Salento, rispettivamente Nicola Costantino, Giuliano Volpe e Domenico La Forgia. Sul campo, Daisy-Net è già al lavoro da mesi.
Attraverso la partecipazione al Centro di competenze le aziende aumentano i propri sbocchi partecipando a finanziamenti per progetti anche internazionali. E non a caso il centro pugliese ha già visto approvarsi un progetto - con richiesta di finanziamento per 14 milioni di euro - nell’ambito del bando “Industria 2015”, il disegno di legge del 2006 che stabilisce le future linee strategiche per lo sviluppo e la competitività del sistema produttivo italiano. Il progetto verte sulla gestione della logistica per rafforzare il made in Italy e la sua certificazione, in particolare nel settore portante dell’agroalimentare. L’iter è entrato nella seconda fase e dunque, prima dell’operatività, resta solo la cosiddetta negoziazione col governo, chiusa forse già entro fine anno.
Ma di fatto il Centro è già partito con altre iniziative. Sei di cosiddetta “animazione” per le imprese, puntando alla cooperazione fra aziende e all’individuazione di nuovi modelli di business, al trasferimento di tecnologia e a nuova ricerca; un altro per lo scambio di servizi tra imprese, in modo che sul versante organizzativo ognuna si concentri sul proprio core business, ossia l’attività principale. A ciò si aggiunge una avanguardistica fruizione del software come servizio gratuito: web service, come già avviene oltreoceano. In più, vari progetti a finanziamento regionale e nazionale per il potenziamento e l’internazionalizzazione delle imprese. |