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ISTAT: CONTI ECONOMICI TRIMESTRALI, TERZO TRIMESTRE 2011

Nel terzo trimestre del 2011 il prodotto interno lordo (PIL) è diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente.

 

21 dic - Con la pubblicazione dei dati del terzo trimestre del 2011 l’Istat rilascia le nuove serie storiche dei Conti Economici Trimestrali, elaborate in base alla classificazione delle attività economiche Ateco 2007. Le informazioni presentate oggi sono coerenti con i dati annuali diffusi il 19 ottobre scorso. Nel terzo trimestre del 2011 il prodotto interno lordo (PIL), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2005, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente. Nei confronti del terzo trimestre del 2010 si rileva un aumento dello 0,2%. Il terzo trimestre del 2011 ha avuto due giornate lavorative in più rispetto al trimestre precedente e una giornata lavorativa in meno del terzo trimestre 2010. La crescita acquisita per il 2011 è pari allo 0,5%. Tutte le componenti della domanda interna sono risultate in diminuzione. Le importazioni si sono ridotte dell’1,1%, le esportazioni sono cresciute dell’1,6%. La domanda nazionale al netto delle scorte ha sottratto 0,4 punti percentuali alla crescita congiunturale del Pil (-0,1 i consumi delle famiglie, - 0,1 le spese della PA e -0,2 gli investimenti). Anche la variazione delle scorte ha contribuito negativamente alla crescita del Pil (-0,5 punti percentuali), mentre il contributo della domanda estera netta è stato positivo per 0,8 punti percentuali. Andamenti congiunturali negativi si rilevano per il valore aggiunto dell’agricoltura (-0,9%) e dell’industria (-0,1%). Il valore aggiunto dei servizi è rimasto stazionario. 1. Il Pil e le componenti della domanda In termini congiunturali, il prodotto interno lordo è diminuito dello 0,2%, le importazioni di beni e servizi dell’1,1%: di conseguenza, il totale delle risorse (PIL e importazioni di beni e servizi) è diminuito dello 0,4%. Dal lato della domanda, le esportazioni sono aumentate dell’1,6%, gli investimenti fissi lordi si sono ridotti dello 0,8% e i consumi finali nazionali sono scesi dello 0,3%. Nell’ambito dei consumi finali, la spesa delle famiglie residenti è diminuita dello 0,2%, quella della Pubblica Amministrazione (PA) e delle Istituzioni Sociali Private (ISP) dello 0,6%. La contrazione degli investimenti è stata determinata da una flessione dell’1,2% di quelli in costruzioni e del 4,9% degli investimenti in mezzi di trasporto, mentre la spesa per macchine, attrezzature e altri prodotti è aumentata dello 0,5%. La spesa delle famiglie sul territorio nazionale ha registrato, complessivamente, un aumento tendenziale dello 0,3%: gli acquisti di servizi sono cresciuti dell’1,6%, quelli di beni durevoli dello 0,4%, mentre i consumi di beni non durevoli hanno mostrato un forte calo (-0,8%). Gli investimenti fissi lordi hanno segnato una diminuzione del 2,0%; in particolare, si registra una flessione degli investimenti in mezzi di trasporto (-9,6%) e in costruzioni (-3,2%), mentre è aumentata la spesa in macchinari e altri prodotti (+1,4%). 2. L’andamento del Pil negli altri paesi Nel terzo trimestre 2011, il Pil è aumentato in termini congiunturali dell’1,5% in Giappone, dello 0,5% negli Stati Uniti, in Germania e nel Regno Unito, dello 0,4% in Francia. In termini tendenziali, il Pil è aumentato del 2,6% in Germania, dell’1,6% in Francia, dell’1,5% negli Stati Uniti e dello 0,5% nel Regno Unito; in Giappone ha subito una flessione dello 0,2%. Nel complesso dell’area Euro il Pil è aumentato in termini congiunturali dello 0,2%. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente la crescita è stata pari all’1,4%. 3. Il valore aggiunto per settore Nel terzo trimestre si rilevano andamenti congiunturali negativi del valore aggiunto dell’agricoltura (-0,9%), dell’industria in senso stretto (-0,1%) e delle altre attività dei servizi (-0.3%). Il valore aggiunto del settore del credito, assicurazioni, attività immobiliari e servizi professionali è cresciuto dello 0,2%, mentre il valore aggiunto degli altri settori è rimasto stazionario. In termini tendenziali, il valore aggiunto dell’industria in senso stretto è cresciuto dell’1,3%, quello dei servizi dello 0,2%. Quelli dell’agricoltura e delle costruzioni sono diminuiti, rispettivamente, dello 0,1% e dell’1,7%. 4. I prezzi impliciti Rispetto al secondo trimestre del 2011, il deflatore del PIL è cresciuto dello 0,4%. Il deflatore della spesa delle famiglie residenti è cresciuto dello 0,6% e quello degli investimenti dello 0,4%. Il deflatore delle esportazioni ha mostrato un incremento dello 0,4%, quello delle importazioni dello 0,3%. In termini tendenziali, il deflatore del PIL è aumentato dell’1,5%, quello della spesa delle famiglie residenti del 2,7%. Rispetto al secondo trimestre del 2011, il deflatore del valore aggiunto dell’agricoltura è aumentato dell’1,0%, quello dei servizi dello 0,2%, mentre il deflatore del valore aggiunto industriale è sceso dello 0,9%. 5. Revisioni I tassi di crescita riportati nel prospetto seguente incorporano, per quanto riguarda la stima odierna, gli effetti della revisione straordinaria dei conti economici annuali e delle conseguenti modifiche delle fonti e dei metodi di stima trimestrali. Annalisa Mentana


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