30 mar - Cosa si nasconde nei depositi dei musei statali? Un ricco patrimonio di opere per niente valorizzato, oppure uno sparuto gruppo di beni artistici poco pregiato e numericamente poco consistente? A queste domande cerca di dare risposta il briefing paper n. 111 dell'Istituto Bruno Leoni dal titolo: "Un patrimonio invisibile e inaccessibile. Idee per dare valore ai depositi dei musei statali" (PDF ). Per gli autori - Maurizio Carmignani, Filippo Cavazzoni e Nina Però - "Il contributo che questo paper si prefigge di dare è legato ad una prima analisi volta a comprendere la situazione problematica [.] dei beni culturali invisibili, ovvero quelli "nascosti" in magazzini e depositi statali, ipotizzando possibili soluzioni di policy al fine di valorizzarli". Il paper si compone di tre parti: una dedicata all'analisi della letteratura sui depositi dei musei; una incentrata su alcune interviste realizzate con operatori di settore (fra le altre, sono state intervistate la responsabile dell'Osservatorio sulla catalogazione dell'ICCD; la direttrice del Museo Nazionale di Capodimonte, Napoli; e la direttrice della Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini, Roma); e, infine, una parte riguardante ipotesi di politiche gestionali - a legislazione vigente - al fine di valorizzare l'intera collezione posseduta dai singoli musei, e proposte per modificare il quadro normativo per ottenere una maggiore autonomia e flessibilità nella conduzione di tali istituzioni culturali e nella amministrazione delle opere artistiche ivi contenute. Anna Luisa Mentana |