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ITALIA FUTURA ANALIZZA LE ECCELLENZE PER STUDIARE RILANCIO

 

Roma - “In primo luogo, tutte le imprese considerate hanno caratterizzato il proprio vantaggio competitivo fin dai primi anni di vita sull’eccellenza del prodotto o servizio proposto, facendo leva su forti competenze di natura manageriale, tecnologica e scientifica da parte dell’imprenditore e dei suoi principali collaboratori”. Italia Futura, l’associazione che fa capo all’imprenditore Luca Cordero di Montezemolo, con un’articolo a firma dell’economista Massimo Brambilla, analizza le caratteristiche delle imprese italiane che hanno risposto meglio alla crisi, col fine di prenderle a modello per un rilancio economico del sistema Paese. “In secondo luogo - prosegue - le imprese d’eccellenza spesso basano la propria strategia competitiva sulpresidio diretto di alcune funzioni chiave (quali ad esempio la ricerca e sviluppo, l’attivitá commerciale ed il marketing, la distribuzione, il design), delegando altre attività ritenute a minore valore aggiunto (quale ad esempio la produzione) ad una rete di subfornitori fortemente legati all’azienda ed in grado di condividere la filosofia di ottimizzazione dei processi e della qualità del prodotto.

Le nuove tecnologie sono ampiamente utilizzate per coordinare l’attività dei fornitori, configurando un’evoluzione del tradizionale modello del distretto produttivo verso la rete di imprese non necessariamente vicine a livello geografico. Le imprese eccellenti inoltre investono un significativo ammontare di risorse finanziarie nella ricerca e sviluppo, perseguendo un obiettivo di costante innovazione il quale ricopre un posizionamento centrale nel sistema dei valori dell’impresa. Spesso queste imprese hanno deciso di finanziarie la crescita tramite l’apertura del capitale ad investitori istituzionali o tramite la quotazione in Borsa, superando la tradizionale ritrosia di una parte dell’imprenditoria Italiana a diversificare la struttura proprietaria con l’ingresso di soggetti esterni alla compagine familiare.

Le imprese di eccellenza tendono inoltre a definire il proprio mercato di riferimento non a livello nazionale ma globale, perseguendo con convinzione e dinamismo strategie di internazionalizzazione sia tramite investimenti diretti che, soprattutto, tramite acquisizioni di competitors che possano facilitare la penetrazione in nuove geografie. Non è un’internazionalizzazione volta alla mera delocalizzazione produttiva, ma all’espansione strategica come leva per ottenere economie di scala anche per quanto riguarda le attività nel nostro Paese. Accanto all’attenzione alla qualità del prodotto, i nostri campioni ricercano l’efficienza nella gestione del ciclo degli incassi e dei pagamenti come leva per la massimizzazione della produzione di cassa finalizzata all’autofinanziamento dell’impresa, pur preservando l’equilibrio finanziario dei fornitori.

Questa focalizzazione sull’ottimizzazione finanziaria è particolarmente meritoria in considerazione del fatto che viviamo in un Paese in cui il peggiore pagatore è proprio lo Stato, il quale spesso arriva a termini di pagamento superiori all’anno, con effetti che poi si propagano sull’intero sistema”. “Infine - conclude Brambilla - queste imprese prestano una fortissima attenzione sulla valorizzazione del personalesia con investimenti rilevanti sulla formazione dello stesso (andando, in alcuni casi, a colmare le lacune del sistema educativo Italiano) sia assicurando ai dipendenti ambienti di lavoro all’avanguardia, perseguendo il progetto che fu di Adriano Olivetti. Nice, per esempio, garantisce ai propri dipendenti un ambiente di lavoro all’interno di un architettura avveniristica con una palestra all’avanguardia, saune, bagni turchi ed un lounge bar”.


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