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I RIGASSIFICATORI DI BRINDISI E ROVIGO: IMPOSSIBILE ALCUN PARAGONE

 

Ancora una volta sui temi della sicurezza le associazioni ambientaliste fanno opera di disinformazione. Dalle stesse vengono infatti forniti dati che non possono in alcun modo essere presi in considerazione quando si parla del rigassificatore di Brindisi. La società Brindisi Lng ha appreso da organi di informazione i contenuti della recente conferenza stampa nella quale viene ipotizzata l’estendibilità a un rigassificatore onshore (a terra) all’interno di un porto, come quello di Brindisi, delle stesse regole di sicurezza di navigazione che vengono invece applicate a un rigassificatore offshore (in mezzo al mare), infrastruttura riconosciuta “non assimilabile a struttura portuale” (vedi ordinanza n.63/2008 della Capitaneria di porto di Chioggia).

Il tutto al solo scopo di determinare confusione e un ingiustificato allarmismo tra i cittadini. Si è detto che a Brindisi non sarebbero soddisfatte le condizioni imposte a Rovigo dalla competente Capitaneria di Porto nell’ambito del “regolamento di sicurezza e polizia marittima” attraverso cui è stata istituita una zona di sicurezza interdetta ad altre unità. Ebbene, tale normativa, che si rifà ai regolamenti dell’Imo (International Maritime Organization), tende a tutelare la sicurezza degli impianti offshore e a proteggere gli stessi e le gasiere ivi ormeggiate dai possibili danni rivenienti da eventuali collisioni legate al traffico di navi in transito in quell’area (le cui velocità di crociera non sono nemmeno lontanamente comparabili con le velocità di approccio, ingresso e manovra (peraltro assistita da piloti e rimorchiatori) all’interno di un porto.

Tale normativa non è assolutamente applicabile al caso di Brindisi, atteso che il rigassificatore sarà realizzato sulla terra ferma all’interno di un porto. Analogo discorso vale per i divieti di ancoraggio in un raggio di un miglio e mezzo marino dall’impianto offshore. Per tali ragioni qualsiasi raffronto tra Brindisi e Rovigo è del tutto improponibile ed i paragoni risultano decisamente strumentali e volti solo a fare disinformazione. L’unico precedente oggi esistente in Italia di regolamenti di sicurezza della navigazione applicabili a terminali onshore all’interno di porti è quello del terminale di Panigaglia che non prevede alcuna delle limitazioni applicate al caso di Rovigo, proprio a conferma della diversa specificità di ubicazione dell’infrastruttura.

Ancor di più la Brindisi Lng, dopo un’attenta analisi sugli impianti esistenti in tutto il mondo, ha giudicato l’ubicazione portuale del terminale di Barcellona come il più chiaro esempio di convivenza di un grande impianto di rigassificazione con un porto che ha insieme una vocazione industriale, commerciale e turistica dimostrando con fatti, evidenze, mappe e numeri che è possibile coniugare la presenza all’interno di uno dei più grandi porti d’Europa di un impianto di rigassificazione, sicuro e all’avanguardia, con tutte le altre attività portuali.


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