L'estate è finalmente arrivata con temperature “tropicali” in tutto lo stivale. Le zone da sempre più amate come mete turistiche sono anche quelle dove le temperature sono più alte e tra queste la Sicilia vanta un numero di turisti sempre maggiore ogni anno. Per far fronte all'afa si beve sempre di più e AQUA ITALIA (Associazione delle aziende costruttrici e produttrici di impianti per il trattamento delle acque primarie) federata ad ANIMA – Confindustria, ha commissionato all'Istituto indipendente C.R.A., un interessante studio incentrato sulla propensione a bere acqua potabile del rubinetto trattata e non in Sicilia e Sud Italia.
La ricerca è stata svolta su un panel di 2050 individui dai 18 anni in su rappresentativi dell'intera popolazione italiana. Il risultato è alquanto interessante: il 40,9% degli intervistati dichiara di bere sempre o quasi acqua potabile del rubinetto trattata e non. Il 17,1%, poi, dichiara di berla saltuariamente per cui si può affermare che più della metà degli italiani residenti in queste zone gustano l'acqua in brocca. Percentuale pressoché stabile rispetto alla propensione alla degustazione dell'acqua a km zero nel 2008 che si aggirava intorno al 58%. Da ciò si deduce che le campagne di sensibilizzazione attuate recentemente stanno contribuendo a creare un'ampia percezione positiva nei confronti dell'acqua locale. Infatti, il principale motivo per cui si preferisce l'acqua del rubinetto è il gusto (27,9%) seguito dai maggiori controlli rispetto all'acqua in bottiglia (19,8%).
Nel 2008 la ragione principale della scelta era il maggior controllo fatto dagli acquedotti per il 32,6% degli intervistati seguito dall'economicità, opzione scelta dal 31,4% degli stessi. Da ciò si deduce che il pensiero alla base della scelta ha subito un'evoluzione negli ultimi due anni. Da una scelta condizionata dall'aspetto economico, visto come una modalità di risparmio (l'acqua in bottiglia costa dalle 300 alle 1000 volte in più rispetto all'acqua trattata del rubinetto), si è passati alla consapevolezza che l'acqua del rubinetto è sana ma soprattutto è buona, ponendola quindi, da questo punto di vista, sullo stesso livello di quelle in bottiglia. La propensione viene confermata quando si parla di ristoranti o alberghi dove il 62,1% degli intervistati dichiara di bere o di voler bere acqua potabile trattata.
Inoltre, il 52,7% degli intervistati dichiara di conoscere i Chioschi dell'Acqua. Quest'ultimi sono l'evoluzione in chiave moderna delle antiche fontanelle che erogano acqua potabile affinata, refrigerata o gassata nei principali comuni italiani. Interessante è notare che nel 46,7% dei casi il comune di residenza non dispone ancora del servizio ma il 28,2% degli intervistati dichiara che se il comune lo facesse lo utilizzerebbe di certo. Un cambio di rotta, quindi, nel pensiero degli italiani residenti in queste regioni grazie ai quali si sta formando una nuova e moderna cultura dell'acqua che porterà gli italiani ad un uso consapevole delle risorse idriche locali. |