In un mese e mezzo sono arrivati sulle coste italiane "oltre 19 mila tunisini e circa duemila profughi dalla Libia, soprattuto eritrei e somali". "Abbiamo messo in campo uno sforzo terribile, il Viminale ha gestito tutto da solo, senza ritardi, senza incidenti, e ora stiamo gestendo la fase della realizzazione di nuovi siti in tempi brevissimi". Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, in conferenza stampa a Palazzo Chigi, si difende dalle "polemiche": "Io ho un approccio istituzionale, non mi faccio condizionare dalle campagne elettorali e dalle regioni dove governa la lega". Maroni chiede "il concorso di tutte le regioni.
Atteggiamenti di rifiuto non possono essere giustificati, nessuno vuole i siti per l'accoglienza, ma la' dove saranno realizzati verranno garantite tutte le misure di sicurezza adeguate". Nessuno "puo' chiamarsi fuori. Il piano sara' illustrato domani, alla cabina di regia convocata per le 9, con gli Enti locali e le Regioni. Abbiamo individuato dei luoghi in tutte le regioni, escluso l'Abruzzo, sia per i profughi sia per i clandesitini". "Con questo piano- spiega- riusciamo a far fronte a nuove disponibilita' per 10 mila posti, con la speranza che non servano".
Il ministro ricorda che ci saranno due tipi di centri, uno per i clandestini, che sono "trattenuti e poi rimpatriati", e uno per i profughi che invece sono in attesa di ottenere lo status di rifugiati e quindi possono restare in Italia per anni. Sui profughi Maroni ricorda di avere "un piano di emergenza concordato con le regioni dove il loro coinvolgimento diretto e' fondamentale per individuare piccole comunita'". |