L'animalismo puo' diventare una professione? E chi dovrebbe dare la retribuzione? Considerando che la spesa sanitaria tocca gia' il 7,3% del PIL, gli animalisti parlano di "protezione degli animali anche come sfida occupazionale". E proprio di questa sfida si e' parlato durante un incontro del Partito Democratico, tenutosi a Roma la settimana scorsa. Presenti, ovviamente, le piu' note associazioni per la tutela degli animali che, forse non riuscendo a creare un proprio partito e quindi a presentarsi agli elettori in modo trasparente, prediligono appoggiarsi al politico o al partito di turno conciliante con una ideologia perfettamente bi-partisan, facendo intendere una grande capacita' di persuasione al momento del voto.
Ultimamente il PD ha puntato molto sulla tematica del lavoro nelle sue ultime campagne e uno dei suoi esponenti Gianluca Felicetti, presidente della Lav, ha fatto notare che la ricerca senza l'uso di animali o il recupero degli animali selvatici feriti o sequestrati, possa diventare una occupazione o quanto la stessa professione veterinaria lavori grazie alla protezione degli animali. La questione della salvaguardia degli animali può essere affrontata in tanti modi, anche in quei progetti che sembrano senza soluzione come il randagismo. Purtroppo in Italia i fatti dimostrano che siamo ancora ben lontani da una gestione Europea degli animali: colpa di proprietari poco ligi, cani senza padrone e Comuni che spendono soldi per i canali quasi mai all'altezza della situazione, anteponendoli ad asili, ospedali e ricoveri.
Nonostante le continue richieste di sollecito allo stato per sbloccare questa incresciosa situazione, sembra che tutto ciò non abbia risposta. Le associazioni animaliste molte delle quali hanno dei bilanci milionari, insistono nel definire il loro lavoro "volontariato" (rifiutando il contratto nazionale di lavoro del commercio), ottengono denaro pubblico per gestire (?) i randagi negli scavi di Pompei, propongono soluzioni fantasiose come la sterilizzazione delle nutrie, progetti senza responsabilità' (avete mai sentito di un'associazione animalista condannata a pagare i danni per le aggressioni dei cani o i danni che provocano quotidianamente gli animali selvatici o randagi ai cittadini?); propongono di disporre dei fondi della Sanita' e dei Comuni, per pagare personale e veterinari, che certamente sono occupati, ma pagati dalle tasse dei cittadini.
Tutto questo viene fatto nella fase di stallo "storico" dell'economia con il rischio non remoto di manovre finanziarie da lacrime e sangue, con la Politica impegnata a cercare disperatamente fonti per una sanità' sempre più' costosa e meno sostenibile. |