Bari, 17 ottobre 2011 – Contrastare le gravi scelte del Governo e aprire in Puglia una fase di riorganizzazione del trasporto pubblico locale per garantire la socialità dei servizi e l’occupazione La manovra economica del Governo, approvata il 14 settembre dal Parlamento, che si aggiunge ai tagli già operati, assesta un altro colpo disastroso al trasporto pubblico urbano, extraurbano e ferroviario nel Paese. Per la Puglia i tagli prevedono per il 2012 una riduzione di circa 33milioni di euro, pari al 75% delle risorse necessarie a garantire il trasporto locale, in particolare quello svolto da Trenitalia –Trasporto regionale. Ciò provocherebbe il blocco delle attività e la crisi del settore. Tanto è emerso dal confronto svolto nei giorni scorsi tra l’Assessore Regionale ai Trasporti – Guglielmo Minervini – e CGIL CISL UIL Regionali, Confederali e di Settore. La pesantezza dei tagli si aggiunge al mancato trasferimento di ulteriori 7milioni di euro per il TPL faticosamente ottenuti lo scorso anno, ma ancora mancanti nella disponibilità della Regione, per il 2011. A fronte della gravità delle scelte operate dal Governo i Sindacati Confederali nazionali stanno attivando tutte le necessarie iniziative, a partire dal confronto unitariamente richiesto al Presidente della Conferenza delle Regioni – Vasco Errani -. Regioni anch’esse impegnate ad evitare i tagli e i pesanti effetti negativi sul TPL. Per Nicola Affatato – Segretario regionale CGIL – “E’ indispensabile mettere in campo tutte le iniziative necessarie per scongiurare la paralisi dei trasporti e le gravissime conseguenze sociali con un’azione decisa, volta a contrastare le gravi scelte operate dal Governo. Nel contempo è necessario aprire un confronto non più rinviabile in Puglia per avviare una fase di riorganizzazione e di rilancio del settore, eliminando duplicazioni, sovrapposizioni e diseconomie per recuperare risorse finanziarie da investire sul potenziamento dei servizi dove necessario - rispondendo alle sempre maggiori richieste rivolte dai pendolari e dalle comunità - e sulla valorizzazione del lavoro. Una fase, prosegue Affatato, che deve essere preceduta da un confronto indispensabile tra Regione, EE.LL., Sindacati, Imprese, per ricercare un’intesa sui criteri e gli obiettivi da perseguire nella riorganizzazione. Per garantire la socialità dei servizi, lo svolgimento delle attività e i diritti dei lavoratori, a partire dalla garanzia del mantenimento dei livelli occupazionali. I tempi sono più che maturi, conclude Affatato, per interventi di forte discontinuità con il passato e con pratiche gestionali caratterizzate da una eccessiva frammentazione delle attività e dalla parcellizzazione delle imprese. Sia per la gestione delle infrastrutture per il trasporto locale, a partire dalla rete ferroviaria, che per lo svolgimento dei servizi, serve un sistema unitario e regionale di gestione delle attività. Unico modo per affrontare con più forza - con l’integrazione vettoriale, oraria e tariffaria e con l’intermodalità - le difficoltà e i processi di liberalizzazione in corso”. |