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LA PRIMA ANALISI DELLA LEGISLATURA DÀ TEMPI E RISULTATI DELLA POLITICA
Deludente la pagella data ai Parlamentari pugliesi.
 
Nell’ultima legislatura è stato impiegato in media quasi un anno (359 giorni) per approvare ciascuna delle proposte di legge di iniziativa parlamentare. E ancora: sulle 8.205 proposte e disegni di legge presentati appena 205 sono andati in porto ed approvati, con una percentuale di efficacia di appena il 2,5 per cento, risultati che metterebbe in crisi qualsiasi azienda italiana. Sulle 233 iniziative di legge parlamentare assegnate alle Commissioni Agricoltura della Camera e del Senato solo 3 sono state approvate, ma di queste 2 sono rimaste del tutto inapplicate. E’ in sintesi quanto emerso dalla prima analisi sull’efficacia della politica italiana e comunitaria nell’ultima legislatura - alla vigilia della pausa estiva che aprirà di fatto la campagna elettorale - illustrata dal Presidente Nazionale, Sergio Marini, nel corso dell’Assemblea annuale della Coldiretti dal titolo emblematico ‘L’Italia che fa l’Italia’, alla presenza di oltre 15mila imprenditori agricoli, a cui hanno partecipato, tra gli altri, il Coordinatore degli Assessori all’Agricoltura delle Regioni italiane, Dario Stèfano e il Direttore d’Area Politiche Sviluppo Rurale della Regione Puglia, Gabriele Pagliardini. “Si tratta di un record negativo a livello comunitario - ha affermato il Presidente Marini – che fa addirittura impallidire la pesante burocrazia dell’Unione Europea dove, nel periodo dall’avvio del Trattato di Lisbona ad oggi, per completare un processo legislativo, tra Commissione, Parlamento e Consiglio dei Ministri a 27, si è impiegato in media “appena” 264 giorni, il 36 per cento di tempo in meno. Si assiste - ha sottolineato Marini - ad una proliferazione di proposte destinate a cadere nel vuoto che non ha eguali in Europa. Ciò si traduce - ha continuato Marini – in una perdita di energie, tempo e risorse, per cui occorre cogliere l’occasione della spending review per togliere di mezzo una volta per tutte quegli adempimenti burocratici inutili che tolgono all’attività di impresa vera 100 giorni l’anno. Non vanno certo eliminati quegli adempimenti che garantiscono la sicurezza alimentare ed ambientale che qualificano il nostro Made in Italy, ma non c’è dubbio che troppo spesso - ha concluso Marini - la burocrazia si inventa pratiche per giustificare se stessa. Basterebbe ridimensionare questa micidiale spinta creativa per recuperare qualche punto di Pil”. Lo sa bene la Puglia di quanto ritardi ed inefficienze arrechino danno a comparti importanti per l’agricoltura pugliese, come quello olivicolo-oleraio. “Aspettiamo che venga approvata la proposta di legge salva-olio Made in Italy – ha incalzato il Presidente della Coldiretti Puglia, Pietro Salcuni - sottoscritta da numerosi parlamentari e che vede come primi firmatari la senatrice Colomba Mongiello e il senatore Paolo Scarpa Buora, una legge necessaria perché incredibilmente si assiste al crollo dei prezzi alla produzione, nonostante i quantitativi si siano ridotti e la qualità sia ottima. Sotto accusa la mancanza di trasparenza, visto che quattro bottiglie di olio extravergine su cinque in vendita in Italia contengono miscele di diversa origine, per le quali è praticamente illeggibile la provenienza delle olive impiegate. Sulle bottiglie di extravergine ottenute da olive straniere in vendita nei supermercati è quasi impossibile, nella stragrande maggioranza dei casi, leggere le scritte “miscele di oli di oliva comunitari”, “miscele di oli di oliva non comunitari” o “miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari” obbligatorie per legge nelle etichette dell’olio di oliva". Sul fronte della ‘produttività legislativa’ la pagella data ai Parlamentari pugliesi è deludente, come confermato dallo stesso rapporto annuale 2011 di Openpolis. Tra i Deputati il 5° posto per indice di produttività e 2,32% di tasso di assenze va a Donato Bruno, ma per trovare un altro parlamentare pugliese bisogna scendere nella classifica fino al 39° posto di Giuseppe Calderisi. Palma nera ad Antonio Gaglione al 612° posto per indice di produttività, con il 92,46% di tasso di assenze. Buona la ’performance‘ del senatore Antonio Azzolini, impegnato tra l’altro su tematiche agricole, al 7° posto per produttività, con l’11,48% di tasso di assenza. Ultimo Alberto Tedesco, subentrato solo nel luglio 2009 e fermo al 306° posto per indice di produttività. “Tutto ciò avviene – ha concluso il Direttore della Coldiretti Puglia, Antonio De Concilio – proprio quando è il segmento del food a guidare una sorta di mini risalita dell’economia pugliese, dove tra i consumi (+3,1% nel primo trimestre 2012 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente) e le esportazioni (+10,1% del primo trimestre 2012) l’agroalimentare di qualità pugliese tiene e trascina gli altri settori decisamente in affanno”.

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