"Ancora non abbiamo avuto tagli consistenti nella ricerca ma sono prevedibili nei prossimi anni sia nel nostro sia in altri settori": lo afferma Luigi Pari, direttore dell'Unità di ricerca per l'ingegneria agraria del Cra (Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura, composto da 17 centri e 30 unità di ricerca), intervenuto ad Agrilevante. "Tuttavia stiamo lavorando sull'efficacia e sull'efficienza delle nostre attività e in stretto contatto con i colleghi europei anche nell'ottica dei finanziamenti comunitari. La ricerca è fondamentale per il superamento di questo momento storico di crisi e richiede una forte coesione tra le azioni imprenditoriali e istituzionali". Già negli ultimi anni non sono mancati risultati significativi: "si pensi alla crisi alimentare del dopoguerra quando il grano produceva 3-4 quintali per ettaro mentre oggi se ne ottengono 60. Merito dell'attività di ricerca che ha messo a punto processi colturali e sistemi di meccanizzazione tali da trasformare il cibo da bene ricercato a surplus. Ci si è spinti anche troppo in là nell'aumento della produttività del cibo. Ora si sta puntando sulla qualità e sulla conversione di terreni marginali verso colture energetiche. Nel campo delle bioenergie abbiamo tecnologie già mature, come quelle relative al biogas e alla produzione di calore da prodotti ligno-cellulosici, e in via di sviluppo, come quelle riguardanti la cogenerazione da prodotti ligno-cellulosici e la produzione di etanolo di seconda generazione". Nel Mezzogiorno e in Puglia la ricerca "è focalizzata sia all'aumento della produttività dell'azienda agricola sia al rispetto degli aspetti ambientali. Mi riferisco in particolare alla perdita di sostanze organiche nei terreni, alla necessità di utilizzare meglio le risorse idriche e all’intento di creare percorsi colturali più rispettosi dell’habitat naturale". Manifestazioni come Agrilevante acquistano particolare rilevanza: "stiamo parlando di un format, ripetuto ogni due anni, che consente di fare il punto della situazione (anche) sulla ricerca in agricoltura nel Centro e nel Sud Italia, di intercettare le istanze dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo e di trasferire all'estero le tecnologie e le innovazioni su cui può contare il nostro Paese". |