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LA SCORSA EDIZIONE TFF

Una importante chiave di lettura arrivò da Fernando Montes-Negret, direttore centrale della Banca Mondiale: “Alla base della crisi c’è stata la perdita di vista di alcuni parametri di tipo fondamentale. C’è necessità di una riscrittura delle regole che tenga conto degli squilibri prodotti dal precedente assetto

 

Ripresa lenta, ma ripresa. Con l’ausilio della buona volontà. E’ questo il messaggio che partì a termine della scorsa edizione del Taranto Finanza Forum che riunì nella città ionica, venti fra i più importanti analisti internazionali del settore economico-finanziario. Una importante chiave di lettura arrivò da Fernando Montes-Negret, direttore centrale della Banca Mondiale: “Alla base della crisi c’è stata la perdita di vista di alcuni parametri di tipo fondamentale – disse -. Al fine di far crescere la propria redditività (RoE) le società hanno dovuto spingere sulla leva. Il problema non si è concretizzato solo a livello di singola impresa, ma si è riproposto anche a livello di intere economie, nelle quali spesso sono stati persi di vista i parametri di solidità fondamentali.

C’è necessità di una riscrittura delle regole che tenga conto degli squilibri prodotti dal precedente assetto e che contribuisca a correggerli; senza perdere di vista la gestione del rischio. La ripresa sarà lenta e a macchia di leopardo. Occorre l’impegno di tutti. Abbiamo salvato le banche, adesso salviamo i risparmiatori”. Per Donatella Principe di Schroders Londra: “Stiamo vivendo una fase felice d’intermezzo tra i timori della Grande Recessione e il banco di prova del bilancio sui costi reali della crisi. La grande liquidità presente sui mercati sta contribuendo, attraverso i mercati finanziari, a sostenere le azioni di stimolo dei governi e delle banche centrali. Non dobbiamo però dimenticare gli effetti di secondo livello della recessione, specie quelli legati alla crescita della disoccupazione. Quest’ultima, unita alla necessità di ridurre la leva nel sistema e alla scarsa concessione di credito, sta creando una situazione difficile sul fronte della domanda privata e quindi sulla sostenibilità della crescita”. Emblematico, invece, il messaggio di Pat Girondi (top trader e filantropo): “Non possiamo lasciare ai nostri figli una forma di capitalismo contorto, che specula sempre e comunque su tutto a cominciare dalla vita umana. Abbiamo l’esempio di major economiche che realizzano prodotti nei Paesi poveri sfruttando i bambini. Noi dobbiamo dire basta. Ci dobbiamo ribellare a questo stato di cose”. Una giornata importante, che vide la presenza di oltre 250 persone nonostante il maltempo.

Saltato, causa impegni parlamentari e avarie aeree il confronto fra il ministro Fitto e l’economista Boccia. «Dal nostro osservatorio possiamo dire che i riflessi della crisi della finanza e dell’operato di un intero sistema poco oculato nella gestione degli investimenti, si sta riversando nell’economia reale proprio in questi mesi – disse il Presidente della BCC San Marzano di San Giuseppe - Francesco Cavallo -. A sprazzi s’intravede una possibilità d’uscita dalla recessione, ma segnali stabili ancora non ce ne sono. Obiettivo del Taranto Finanza Forum è quello di inquadrare la nostra situazione territoriale, provinciale e regionale, nel macrosistema dell’economia. Perché oggi non è più possibile ragionare per comparti separati. E’ opportuno, in un’ottica di maggiore globalizzazione tener conto di una serie di variabili che poi vanno ad incidere sull’economia reale e quindi su quella domestica, ultima non per importanza, ma spesso anello debole chiamata a pagare lo scotto dei grandi errori. Il ruolo della Banca locale, oggi, è quello di favorire il confronto, la discussione in maniera seria e aperta. Per uscire dalla crisi occorre una guida precisa. E anche il dibattito fra esponenti dell’economia e della finanza internazionale può dare il proprio contributo alla causa Taranto o Puglia. Siamo chiamati a comprendere come si muoverà il mondo. Quali saranno i prossimi scenari. E ad adeguarci in modo da non farci trovare impreparati. Quanto avvenuto negli ultimi anni ha cambiato radicalmente l’assetto mondiale, facendo saltare equilibri che sembravano saldi, granitici. Invece istituzioni, anche importanti, sono evaporate travolte dagli scandali e da una gestione fallimentare fatta, spesso, di immagine più che di sostanza. Oggi abbiamo la possibilità di ripartire, ma occorre far tesoro delle recenti esperienze».

Per il Direttore Generale Emanuele di Palma: «Il TFF è stata una occasione per fare di Taranto, per un giorno, il riferimento del dibattito economico e finanziario. Non si partirà da ricette precostituite, da soluzioni salvifiche, ma sarà un franco dibattito fra esperti portatori sia di diverse esperienze professionali sia di diversi modi di vedere l’economia nella sua globalità e il momento storico, particolarmente delicato che stiamo attraversando. Il tutto, inquadrato nell’ottica di una corretta e completa informazione che, partendo dalla discussione in atto vada a planare sull’economia reale e, in conseguenza, sul nostro territorio. Oggi più che in passato si avverte l’esigenza di una comunicazione chiara, dettata anche da quanto avvenuto negli ultimi due anni, periodo fortemente segnato da un susseguirsi disordinato di eventi. Ci auguriamo che dall’esposizione di tesi diverse, dal confronto tra ottimisti e pessimisti, tra uomini politici di diverse estrazioni, venga fuori una giornata vivace, culturalmente stimolante dalla quale sia possibile scaturiscano anche utili suggerimenti per il futuro prossimo. La nostra Banca si vuole così porre come una istituzione che su questo territorio non si limita ad indire tavoli in cui i soliti noti si piangono addosso senza portare alcun valore aggiunto, ma coagula un numero importante di intelligenze che sicuramente daranno un contributo concreto alla comprensione dei fenomeni economici in atto».



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