È nell’Aula Magna dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo che Alex Podolinsky, il maggior esperto vivente di agricoltura biodinamica, ha iniziato il suo tour italiano, che si concluderà il 16 giugno e lo porterà a incontrare numerosi agricoltori, consumatori, scienziati e studenti. Podolinsky ha perfezionato il metodo biodinamico praticabile in moderne condizioni di agricoltura estensiva, volto a sviluppare una crescita professionale dell’agricoltore, osservatore e principale responsabile delle scelte nella propria azienda in chiave olistica. Oggi ha iniziato la sua lezione coinvolgendo direttamente il pubblico in sala, per poi spiegare con esempi semplici e concreti le regole fondamentali per coltivare mantenendo vivo il suolo, senza distruggerlo completamente come invece succede con metodi agricoli intensivi. Alex Podolinsky appartiene a una famiglia dell’aristocrazia russa, espulsa dal proprio Paese durante la rivoluzione del 1917.
Dopo aver vissuto la sua giovinezza tra Germania, Svizzera e Inghilterra, arrivò in Australia nel 1949. «Quando ho cominciato a sperimentare questo metodo, alla metà degli anni ‘50, sono riuscito in pochi anni a rivitalizzare il terreno senza nessun tipo di additivo chimico esterno, portando i contenuti di sostanza organica nei primi 10cm da 0,9% a 11,4%». Lo scienziato che ha rivoluzionato il modo di lavorare la terra in Australia ha presentato i principi base dell’agricoltura biodinamica, soffermandosi ad esempio sull’effetto dei diserbanti sulle coltivazioni e sull’intero ambiente circostante. «Ho visto troppo spesso suoli un tempo ricchissimi e ora distrutti dall’uso di pesticidi o invasi da piante infestanti, che non sono invece mai presenti nei terreni coltivati con il metodo biodinamico», ha continuato.
«Se ad esempio paragonate un pomodoro normale con uno biodinamico, vi accorgerete subito della differenza: il primo sarà pieno d’acqua e più amaro, mentre il secondo più corposo e dolce». In Australia il metodo biodinamico ha permesso di raggiungere risultati eccezionali per un suolo prevalentemente sabbioso e colpito da altissime temperature, garantendo notevoli ricavi. «Il sole in Australia è due volte più intenso rispetto all’Italia, e quindi ogni millimetro di pioggia è un tesoro inestimabile. Poco tempo fa stavo visitando un’azienda agricola dopo una debole pioggia che aveva fatto cadere appena 4 mm d’acqua. Il terreno coltivato con metodi intensivi tradizionali era completamente arido, mentre quello della nostra azienda era umido, grazie all’attività microbica».
Continuando sul problema delle risorse idriche, ha denunciato: «L’acqua é ovviamente l’elemento fondamentale in agricoltura, e ora è preoccupante che aziende come la Monsanto stiano allungando i loro tentacoli su questo prezioso bene, come hanno fatto con i semi». Concludendo l’incontro, ha sottolineato: «Quelli che praticano la biodinamica non sono guaritori di malattie, ma costruttori di salute». |