Sono questi i principali risultati emersi oggi dalla presentazione della diciassettesima edizione dell’Osservatorio di Findomestic Banca sul consumo dei beni durevoli in Puglia e nel Centro Sud Italia, tenutasi oggi a Roma presso l’Hotel Westin Excelsior. Nel 2010, la spesa complessiva per l’acquisto di beni durevoli in Puglia si è attestata intorno a 3.017 milioni di €. Il dato evidenzia come la Puglia sia la regione in Italia a registrare la contrazione più evidente nella spesa nell’acquisto di beni durevoli (-5,3% rispetto ai 3.184 milioni del 2009).
I settori di spesa Auto e Moto - Pesanti contrazioni per il settore auto, sia nuove che usate, e moto. Nel 2010 infatti sono stati spesi 833 milioni di € per l’acquisto di auto nuove (- 13,7%) e 815 milioni per l’acquisto di auto usate (- 6,3%). Il mercato dei motoveicoli ha segnato una flessione ancora più accentuata facendo registrare un volume di spesa pari a 74 milioni di € (- 28,6%).
Mobili - Una componente importante sul fronte dei consumi in Puglia è rappresentata, nel 2010, dall’acquisto di mobili per la casa: il comparto chiude l’anno con un risultato superiore a quello del 2009 (+ 3,2%), valore superiore rispetto alla media a livello nazionale (+ 3,0%). Complessivamente, i pugliesi hanno speso 737 milioni di € nell’acquisto di mobili, con una spesa per famiglia pari a 476 € contro i 466 € del 2009.
Elettrodomestici - Per l’acquisto di elettrodomestici, i dati evidenziano in Puglia un ottimo andamento del comparto: gli elettrodomestici bianchi e piccoli hanno registrato un incremento del 6,9%, superiore anche alla media nazionale (+ 4,7%) con una spesa complessiva di 239 milioni di €.Anche l’andamento della spesa per l’acquisto di elettrodomestici bruni ha fatto registrare importanti incrementi rispetto all’anno precedente (+ 7%) con un volume complessivo di acquisti pari a 230 milioni.
Prodotti Informatici - In frenata l’acquisto di prodotti informatici rispetto allo scorso anno: il comparto ha registrato una contrazione media pari al 3,4%. I consumi complessivi si sono attestati intorno agli 89 milioni di €. Nel 2010 l’importo medio di spesa per i beni durevoli per famiglia è stato pari a 1.948 €, 576 € in meno rispetto alla media italiana.
L’analisi dell’andamento delle attività economiche indica come la Puglia abbia seguito un percorso di crescita più moderato della media nazionale e in linea con il sud Italia. Il reddito disponibile pro capite registra un leggerissimo incremento (+ 0,2 rispetto al 2009) attestandosi a 13.163 € (13.142 € nel 2009). Il dettaglio provinciale non evidenzia particolari disparità nel reddito medio pro capite disponibile, con Taranto che ha registrato una media di 13.450 € pro capite (dato in linea con i 13.452 € rilevati nel 2009), seguita da Bari (13.369 €, +0,3% rispetto all’anno passato), Brindisi (che passa dai 12.943 € del 2009 ai 13.123 € del 2010 con una crescita dell’1,4%), Lecce (13.003 €, -0,3% rispetto all’anno passato) e quindi Foggia (12.649 €, -0,1% nei confronti del dato 2009).
Il mercato automobilistico delle famiglie pugliesi ha presentato una forte contrazione in termini di immatricolazioni di vetture nuove pari al - 21% (media nazionale -17,1%) con un numero di nuove auto immatricolate di 60.451 unità, che corrisponde a una spesa complessiva di 1.930 milioni di € e una spesa per famiglia di 538 €. La provincia di Bari primeggia all’interno del comparto auto nuove e usate, registrando, nell’acquisto di auto nuove, una spesa pari a 339 milioni di € (-14%) e 321 milioni di € per le auto usate (- 8,1% rispetto al 2009). Si segnalano inoltre pesanti contrazioni nelle percentuali per l’acquisto di auto nuove di altre province pugliesi, in particolar modo Brindisi (- 17,4 % con 83 milioni di € spesi), Foggia (-15,2 % con 107 milioni) e Taranto (-14,6% con 300 milioni di €).
Anche se con pesanti contrazioni, Bari e Lecce si collocano come le prime due province per l’acquisto di motoveicoli con rispettivamente 33 e 14 milioni di € spesi nel 2010 (- 30 4% Bari e – 25,8% Lecce rispetto al 2009). I mobili rappresentano una delle voci ad andamento positivo per la spesa delle famiglie pugliesi: Bari è la capofila nel 2010 in questo settore facendo registrare volumi complessivi pari a 287 milioni di € (+ 3,2%), seguita da Lecce con 146 milioni (+ 3,2%), Foggia con 127 milioni (+ 3,1%), Taranto con 102 milioni (+ 3,3%) e Brindisi con 74 milioni (+ 3,2%). Il dettaglio provinciale mostra una spesa per famiglia pari a 476 € (+ 2 % rispetto alla media nazionale) e risultati, in questo comparto, superiori all’andamento medio nazionale (+ 3,0%).
I 239 milioni di € spesi complessivamente per elettrodomestici bianchi e piccoli in Puglia sono stati suddivisi tra i 94 milioni impiegati a Bari (+6,9% rispetto al 2009), i 48 milioni di Lecce (+ 6,9%), i 40 milioni di Foggia (+ 6,7%), i 34 milioni di Taranto (+ 7,1%) e i 24 milioni di Brindisi (+ 7,0%). Per quanto riguarda l’acquisto di elettrodomestici bruni è sempre Bari a far registrare i consumi più elevati con 90 milioni di € (+ 6,9% rispetto al 2009), seguita da Lecce con 46 milioni (+ 7,0%), Foggia con 38 milioni (+ 6,8%), Taranto con 33 milioni (+7,3%) e infine Brindisi con 23 milioni (+ 7,0%%).
Il comparto dei prodotti per l’informatica, fa registrare in Puglia un andamento in controtendenza rispetto al resto del Paese (- 3,4 % contro + 3,1%), e mostra i seguenti risultati tra le diverse province. A guidare la spesa per questi prodotti sempre Bari con 35 milioni di € (-3,4%), seguita da Lecce con 18 milioni (- 3,4%). Per Foggia (15 milioni di €), Taranto (9 milioni di €) e infine Brindisi (6 milioni di €) si registrano i medesimi risultati nei consumi complessivi del precedente anno. Tendenze nazionali che si riscontrano anche in Puglia E’ interessante notare come secondo l’Osservatorio in un contesto di precarietà le famiglie pugliesi sono intenzionate a continuare ad acquistare, ma sono consapevoli che occorra farlo con maggiore prudenza e dopo essersi informate adeguatamente senza abbandonarsi alle emozioni.
Le difficoltà economiche dell’ultimo periodo favoriscono l’emergere di nuove forme e iniziative di consumo quali la banca del tempo, il car pooling e i gruppi di acquisto solidali (GAS). La banca del tempo, che è una sorta di baratto di servizi per lavori di manutenzione, cucina, ripetizioni, baby sitting ecc., è vista con interesse dai giovani e dalle donne. Il car pooling è considerato sempre più positivamente e ha superato la dimensione dei luoghi di lavoro e ora, grazie ai social network, conosce una più ampia possibilità di diffusione. I GAS sono invece visti con favore dalle donne tra i 35 e i 55 anni e sono utilizzati per entrare in contatto con una rosa selezionata di produttori che offrono una qualità di beni migliore, in alcuni casi anche dal punto di vista ecologico, limando i costi di trasporto e di stoccaggio.
Accanto a questa tipologia la crisi sta anche facendo emergere forme di cooperazione tra famiglie più orientate al risparmio che alla qualità. Si tratta di pool d’acquisto che mirano a ottenere dai fornitori i prezzi all’ingrosso. La necessità di ridurre gli sprechi e i costi hanno aumentato anche il ricorso all’usato, che ormai non è più gestito all’interno della famiglia ma si è allargato a conoscenti e amici. Anche in questo il web è stato determinante per facilitare lo scambio non solo di oggetti ma anche di case in luoghi di vacanza. In un contesto di precarietà le famiglie della Regione sono quindi intenzionate a continuare ad acquistare cercando modalità aggreganti che consentano di risparmiare pur non rinunciando alla qualità. |