“Bari potrebbe candidarsi ad ospitare una di queste antenne (uffici) per la sua vocazione ai rapporti con l’Oriente” – l’ha detto l’on. Crescenzio RIVELLINI, europarlamentare e presidente delegazione UE-Cina del Parlamento Europeo, durante il seminario sull’unione europea dedicato ai giornalisti della stampa locale e regionale svoltosi nel capoluogo pugliese presso l’Ordine dei Giornalisti. Le altre due antenne si trovano a Roma e Milano. A Bari esiste uno sportello di Europe Direct Puglia presso la biblioteca “Teca del Mediterraneo” gestito dall’Università degli Studi “Aldo Moro” per rispondere ai cittadini alle domande sui temi connessi alle politiche e alle attività dell’unione. La rete è diffusa nei paesi membri attraverso la presenza capillare sul territorio di oltre 500 sportelli informativi.
La “Gazzetta Economica” non poteva mancare appuntamento con l’Europa visto l’importanza della tematica. Il seminario pugliese, organizzato con la rappresentanza in Italia della Commissione europea e l’Ufficio d’informazione del Parlamento europeo per l’Italia, era articolato in due sessioni: una dedicata all’attualità e all’attuazione del trattato di Lisbona, la seconda finalizzata a fornire una visione il più possibile completa delle strategie e degli strumenti di comunicazione e informazione dell’unione. Nella prima parte i relatori sono stati: Paola Laforgia presidente Ordine dei Giornalisti della Puglia, Gianluca Paparesta assessore al Comune di Bari, Raffaele Baldassarre europarlamentare, Luca Mattiotti direttore generale politica regionale della Commissione europea, il già citato on. Rivellini, Ennio Triggiani preside della facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Bari e il giornalista Benedetto Sorino.
Attualmente gli Stati membri dell’unione sono ventisette. Le regole tuttavia erano state pensate per un’Europa molto più ristretta, che non si trovava di fronte alle sfide mondiali di oggi, come il cambiamento climatico, la recessione mondiale o la criminalità transfrontaliera. L’UE per potenziare le capacità necessarie per risolvere questi problemi, ha dovuto migliorare il suo modo di funzionare. E’ questa la ragion d’essere del Trattato di Lisbona che darà all’UE più democrazia, efficacia e trasparenza. Il trattato dà ai cittadini la capacità di avviare un’iniziativa popolare grazie alla quale essi, previa presentazione di un milione di firme, potranno invitare la Commissione a presentare nuove proposte di legge.
I parlamenti nazionali di ciascuno Stato membro avranno un ruolo più importante in quanto potranno esaminare la legislazione comunitaria prima che questa venga approvata. Essi potranno quindi essere sicuri che l’UE non superi determinati limiti su questioni di competenza nazionale o locale. I poteri del Parlamento europeo verranno estesi e i membri del parlamento europeo eletti a suffragio universale potranno intervenire in un maggior numero di questioni. Per modernizzare le istituzioni è stata istituita la nuova figura dell’Alto rappresentante dell’unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, nonché Vicepresidente della Commissione. La baronessa Catherine Ashton ha assunto questa nuova carica nel 2009.
Per dare continuità e coerenza ai lavori, il Consiglio europeo eleggerà un presidente che resterà in carica al massimo cinque anni. Il primo presidente così eletto è stato Hermann Van Rompuy. Il presidente della Commissione verrà eletto dal Parlamento europeo, si proposta del Consiglio europeo. Attualmente a fino al 2014, José Manuel Barroso assolve il suo secondo mandato come presidente della Commissione. La crisi finanziaria ha portato alla ribalta del dibattito internazionale la necessità di sopperire alle carenze di regolamentazione e di vigilanza nei mercati finanziari. La crisi ha colpito gravemente l’economia reale dell’UE, impattando negativamente sui settori occupazionali e sociali dei singoli Stati. Una proposta utile è stata la Direttiva contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali.
Gli Stati membri dovranno liquidare i propri fornitori entro un termine massimo di trenta giorni prorogabile fino a sessanta per il settore sanitario. In caso di ritardato pagamento, una penalità, equivalente a un interesse legale dell’8% sarà applicata automaticamente sull’importo. Termini più stringenti sono previsti per il settore privato. Questa proposta è stata fatta dall’on. Raffaele Baldassarre, europarlamentare salentino, vicepresidente della commissione giuridica del Parlamento europeo. La parte dei mattatori per la sessione dedicata alla comunicazione delle istituzioni comunitarie l’hanno fatta a Bari: Manuela Conte funzionaria del Parlamento Europeo e Anguel Konstantinov Beremliynsky funzionario della Rappresentanza in Italia della Commissione europea.
“Si è assottigliato il numero dei giornalisti stranieri, italiani compresi, di stanza a Bruxelles per seguire l’attività delle istituzioni europee” – ha detto Manuela Conte. Quella che era al più folta comunità della stampa estera al mondo in una sola capitale ha perso in cinque anni un terzo dei suoi componenti. Paradossalmente mentre il campo d’azione dell’unione si estende, di Europa si parla sempre meno. I giornalisti superstiti devono seguire i lavori della Commissione, il Parlamento con oltre settecento deputati che si riuniscono alternativamente a Strasburgo e a Bruxelles, il Consiglio itinerante tra la capitale belga e Lussemburgo e sempre più spesso in altre città del continente.
Per non parlare del fatto che i giornalisti accreditati all’UE coprono di solito anche la NATO, il Belgio, l’Olanda e il Lussemburgo. Sono tante le testate che hanno ridotto, o addirittura cancellato, la presenza di propri giornalisti a Bruxelles. Soprattutto quelle dei paesi del disciolto Patto di Varsavia, che sull’onda dell’entusiasmo per l’ingresso nell’UE, avevano aperto redazioni o inviato corrispondenti nella capitale europea. La recessione esplosa fra il 2008 e il 2009, che è stata particolarmente pesante nell’Europa centro-orientale, ha indotto giornali, televisioni e radio di quei paesi a fare marcia indietro.
“Per fortuna, - ha spiegato Anguel K. Beremliynsky - le istituzioni comunitarie hanno sopperito alla perdita di accrediti dei giornalisti attraverso strumenti come la web tv del Parlamento, i siti dell’UE, i siti di alcuni parlamentari particolarmente curati, l’offerta gratuita di foto e di interviste televisive confezionate dagli uffici stampa, la trasmissione video via internet di tutte le conferenze stampa”. Inoltre, una grande attività di comunicazione viene svolta dalle antenne di Roma e di Milano, ma ciò non basta.
Periodicamente giornalisti di testate regionali e locali italiane partecipano alle riunioni del Parlamento. Anche i deputati europei danno il loro contributo portando degli ospiti a Strasburgo e Bruxelles e tra questi spesso dei giornalisti. La “Gazzetta Economica” è molto attenta alle tematiche europee e nella sua home page si possono leggere quotidianamente le “News” a scorrimento. In un momento di crisi economica, l’Europa unita rappresenta una sfida e un’opportunità anche per il mondo della comunicazione. |