Nell'incontro di questa mattina, nell'ambito delle Giornate del Mezzogiorno, sono state poste le basi per un nuovo patto per l'Italia. Un patto che preveda "la creazione di alleanze orizzontali e verticali, anche spericolate, su grandi progetti ma all'interno di una visione organica del futuro. Progetti quali il ciclo integrato dell'acqua, la lotta contro il caporalato, la solarizzazione delle città, la Dieta mediterranea che può dare maggior valore alle tante ricchezze dei nostri territori, la comunicazione reale tra Adriatico e Tirreno con la realizzazione della linea ad alta velocità e capacità Bari-Napoli, la creazione di autostrade del mare e il potenziamento del ferro che possono liberare le strade dall'inquinamento". Questo il messaggio del presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, che vede nella parola euromediterraneo il nome nuovo del meridionalismo e che ha chiesto "modernità e libertà per il Sud.
Un Sud il cui sviluppo non può che essere connesso alla cultura, all'educazione, al lavoro come diritto e come figurazione del futuro. Un Sud che vuole guardare al proprio territorio e alle proprie risorse, al recupero e al riuso del patrimonio esistente, alla riqualificazione delle periferie contro una crescita ipertrofica delle città." E' necessario per Vendola "alzare lo sguardo e riprogettare un federalismo europeo, con una classe dirigente che costruisca un sistema di difesa europeo, un sistema fiscale europeo, un sistema sociale europeo, un reddito di cittadinanza europea".
L'idea di un'unità delle diversità è stata espressa anche dal presidente di Globus et Locus Piero Bassetti, che ha sostenuto come questo nuovo patto debba prevedere "per tutte le diversità nazionali ed europee la possibilità di organizzarsi nella dimensione globale, di collocarsi nella dimensione delle reti lunghe tra soggetti diversi". "Il primo patto per l'Italia, nato per portare la penisola a diventare una potenza nella storia d'Europa, è stato messo in discussione dalla glocalizzazione, dalla trasformazione del mondo nella sua forma attuale, cioè piatta e senza confini, una forma che esalta le diversità e i localismi perché ognuno sente l'esigenza di proteggere le proprie diversità.
Quella nazionale - continua Bassetti - è una dimensione definitivamente trascesa e non c'è possibilità di recupero, le esperienze di Stato-Nazione sono finite. Le regioni sono l'incarnazione delle diversità del nostro paese e l'unità può essere fatta di diversità. La nuova sfida è costituita da un federalismo per l'Europa e gli elementi di questo nuovo patto per l'Italia sono - secondo Bassetti - il Mediterraneo, l'Est e un utilizzo intelligente delle opportunità offerte da Bruxelles." Mediterraneo, ambiente, energie alternative, capitale umano e ricerca sono alcune delle risorse su cui puntare, secondo il presidente della Svimez Adriano Giannola, per esprimere le potenzialità presenti nel Mezzogiorno. "Ma è la parte forte dell'Italia - continua Giannola - che deve essere convinta di queste nuove risorse, di questa nuova opzione.
E per superare il dualismo esistente è necessario per il paese aprire al Sud e darsi delle priorità di medio e lungo periodo che convengano sia al Sud sia al Nord." Secondo il vicepresidente per il Mezzogiorno di Confindustria Cristiana Coppola, "per attrarre impresa e sviluppo nel Mezzogiorno e per far crescere il tessuto imprenditoriale, che già esiste, è necessario un maggior dialogo tra le regioni del Sud su grandi progetti condivisi, oltre che puntare sul ruolo della pubblica amministrazione e su quello degli imprenditori, abbandonando la programmazione a pioggia e puntando su meccanismi fiscali perché l'impresa meridionale possa svilupparsi sulle proprie gambe". Gli altri protagonisti della tavola rotonda di oggi, organizzata dalla Regione Puglia e dall’Ipres e moderata dalla vicedirettora del Corriere del Mezzogiorno Maddalena Tulanti, sono stati il vicesegretario generale di CGIL nazionale Susanna Camusso e il segretario generale della Fondazione Olivetti Melina Decaro. |